Da alcuni anni la public history, disciplina nata nel mondo anglosassone negli anni Settanta secondo la quale la Storia si può (si deve) fare (anche) al di fuori degli ambienti accademici in, per e con il pubblico, si è diffusa anche in Italia. Il public historian è un operatore del discorso storico, a conoscenza dei metodi del mestiere, ma anche capace e disponibile a confrontarsi con gli altri attori e le altre agenzie che elaborano una visione del passato per la società in cui vivono, in grado di riconoscere questi attori anche laddove tradizionalmente non si è ritenuto di doverli cercare. Da questo assunto prende le mosse il volume che avete tra le mani: dall'idea cioè che anche il gioco storico, e con lui i giocatori, possano essere tra questi attori da intercettare e con i quali dialogare, riconoscendo piena dignità culturale al gioco anche come mezzo di trasmissione e consumo di Storia. Il rapporto dei giochi con la Storia è complesso e offre svariati spunti di riflessione, dalla narrazione che si costruisce al suo interno, alle nozioni che è in grado di trasmettere, all'interesse per il tema trattato che inevitabilmente il gioco suscita nei giocatori, fino all'idea del gioco stesso come interpretazione e fonte storica. Il tema è affrontato qui da diversi punti di vista e diverse professionalità, toccando le varie problematiche di contesto, i differenti tipi di gioco, i distinti nodi della Storia Contemporanea.
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Nel 2050 - e dunque soltanto fra qualche decina di anni, perché ormai quella data non è più così lontana - nella sola Africa vivrà quasi il 26% dell'intera popolazione mondiale. La Nigeria sarà il terzo Paese con più abitanti sulla Terra, dietro a India e Cina e davanti agli Stati Uniti. È quanto prevede l'Onu, e quanto basta per capire che conoscere - davvero - questo continente, visto spesso ancora oggi come una sorta di gigante misterioso, è nientemeno che fondamentale. Perché l'Africa, o meglio le tante diverse Afriche che (co)esistono al suo interno, è tutto e il contrario di tutto, è troppo e troppo poco. Una terra dove l'umanità è allo stesso tempo antica - qua è comparso il genere umano - e giovanissima: in Niger il 50% della popolazione ha meno di 15 anni. Lingue, culture e religioni, risorse, sviluppo e povertà, colonizzazione e indipendenza, frontiere, dittature e democrazia, vecchi e nuovi conflitti. Una terra di contraddizioni e paradossi ma anche di tanti, troppi cliché. Solo numeri e dati puntuali e dettagliati, come i tanti presenti in questo Piccolo atlante, possono allora riuscire a mettere a fuoco, svelare e raccontare in profondità questo smisurato e palpitante continente, e mostrare quale è stato, qual è e quale potrà essere il suo posto nel mondo.
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Cambiare casa significa costringere gli occhi, la testa e il cuore a riscrivere da zero il centro del proprio universo, soprattutto da bambini. Il mondo di Berto è in tumulto, pieno di parole nuove e complessi avvenimenti che nessuno dei "grandi" sembra mai avere il tempo e la pazienza di spiegargli. Così, a partire dalle concise spiegazioni che riceve, si costruisce una realtà tutta sua, plasmando e interpretando ciò che lo circonda con l'ingenuità che appartiene alla sua età ma anche con una spiccata intelligenza, che lo porta a pensare fuori dagli schemi. Le Case rosse sono il suo microcosmo, un piccolo spaccato della società italiana negli anni Sessanta e Settanta, di cui il mondo esterno non è altro che l'estensione. Vivendo nelle Case rosse il piccolo Berto imparerà sulla propria pelle come la vita possa essere ora gentile, ora crudele, come possa circondarlo di bulli spietati o di amici fidati con cui stringere legami profondi, sentendosi finalmente un po' meno diverso e un po' più speciale.
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La tecnica ThetaHealing, fondata dalla naturopata americana Vianna Stibal nel 1995, è una tecnica di meditazione e una filosofia spirituale in forte espansione in Italia, la comunità nazionale del ThetaHealing conta infatti circa 6000 elementi ed è in continua crescita. Permette di creare un profondo cambiamento positivo nella vita delle persone, intervenendo sulle convinzioni limitanti e depotenzianti del subconscio, create in questa vita o ereditate dagli antenati, per condurti a vivere gioiosamente ogni giorno. Basata sull'utilizzo consapevole dell'onda cerebrale Theta, questa tecnica è adatta a tutti coloro che desiderano portare benessere nella loro vita a tutti i livelli e che credono in un principio d'amore Divino che anima tutta la realtà. "ThetaHealing: Un metodo di guarigione energetica" è il libro cardine per comprendere le basi di questa filosofia e cominciare fin da subito a mettere in pratica gli esercizi e le meditazioni proposte. Essendo la pietra miliare di questa tecnica, è il testo immancabile nei corsi base di ThetaHealing che si tengono in tutta Italia. Al suo interno vengono spiegati passo passo gli elementi fondanti della tecnica, come la meditazione per entrare nello stato Theta, nel quale è possibile connettersi alla dimensione del Divino, o Creatore di Tutto Ciò Che È, per apportare i cambiamenti che si desiderano. Vengono poi insegnate le procedure fondamentali del lavoro sulle convinzioni, per accedere alle convinzioni subconsce più profonde, e i processi per cambiare velocemente, attraverso una preghiera e un pensiero focalizzato, le suddette convinzioni e per creare nuovi sentimenti positivi. Completano il volume altri semplici e illuminanti esercizi per lavorare con le energie sottili, come la lettura e la guarigione energetica, e una prima descrizione delle energie universali dei piani di esistenza. "ThetaHealing: Un metodo di guarigione energetica" costituisce il primo volume di una trilogia per una conoscenza completa della tecnica ThetaHealing che comprende ThetaHealing Avanzato e ThetaHealing: Cambia le convinzioni.
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I Laboratori di Nerval Teatro hanno stabilito una continuità aperta alle possibilità dell'interazione sociale e animata da dinamiche di ricerca e sperimentazione; al suo interno si è venuta a individuare una linea beckettiana, che rovescia le nozioni diffuse sulla drammaturgia di questo autore fondamentale. Beckett, a contatto con attori diversamente abili, si è infatti rivelato un maestro del comunicare e del mettersi in relazione. In questo volume, Gerardo Guccini e Marco Menini raccolgono e percorrono trasversalmente testi drammatici, studi e testimonianze, ricostruendo il lungo e organico processo che, nato dall'incontro fra opera beckettiana, Nerval Teatro e diverse abilità, ha saputo saldare drammaturgia, presenza, formazione artistica e cura della persona.
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