Quella che avete tra le mani è una storia d'Italia, che si apre nella Napoli occupata dai nazisti e arriva fino ai nostri giorni, sulle coste di Cutro. Tuttavia, è una storia «scompigliata», cronologica ma non ordinata, nella quale i grandi eventi scorrono lontani, restando quasi sullo sfondo. Al centro del racconto c'è invece la «policroma umanità» che abita la storia, c'è la vita, o meglio le vite, di chi quegli eventi ha attraversato, portandone i segni nel proprio corpo e nella propria memoria. Esistenze minime, spesso dimenticate, ma capaci di raccontare, insieme, l'anima di un paese. «Della Storia - scrive Maurizio Ciampa - ci sono le briciole rimaste sulla sua tavola, i resti: il vapore caldo dei sogni, l'alito acre dei fallimenti, i battiti ardenti delle speranze, gli sferzanti colpi delle pene, e i suoni e le voci della vita che passa». "Italia minima" raccoglie così le paure, le aspettative, le irruzioni di felicità e gli schianti di rabbia che hanno accompagnato il cammino di un paese che, nell'arco degli ottant'anni qui considerati, da «straccione» qual era è diventato un paese moderno, ma ricco di contraddizioni. Dalla voglia di ballare dell'Italia del dopoguerra ai desideri di emancipazione delle donne, dai sogni del boom a quelli degli emigranti, dalla nostalgia del passato contadino ai ricordi degli operai, dall'incubo dei manicomi alle visioni di futuro, Ciampa invita il lettore a seguirlo tra le emozioni e i sentimenti che nel tempo hanno caratterizzato l'Italia come «comunità emotiva». Solo in questo modo, sostiene l'autore, è possibile recuperare quella dimensione «umana» della storia che solitamente tende a scomparire. Così, in questa biografia corale e collettiva, composta da schegge e frammenti, la scrittura si fa custode di cose e persone, ascoltando le pulsioni della vita e trattenendole, restituendo ad esistenze sommerse la propria voce.
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L'oppio come scorciatoia per raggiungere le vette della creatività letteraria: l'autobiografia di De Quincey, pubblicata nel 1822, è sincera e sconcertante fin negli eccessi e nelle ambiguità apologetiche. Racconta piaceri e delizie di questa droga, che regala una quiete atarassica, un'incredibile lucidità, una sensibilità esaltata al massimo grado. Ma non ne tace le pene: una profonda ansietà, una nera malinconia e soprattutto sogni e incubi, notturni spettacoli ultraterreni simili a una discesa in abissi senza sole, che per lo scrittore diventano subito materia per immaginifiche descrizioni. Perché al di là di tanto discorrere sull'oppio, il vero tema che percorre il profluvio lussureggiante delle Confessioni è l'inesauribile capacità di cogliere le voci segrete delle cose, che anticipa la sensibilità simbolista e fa di De Quincey il capostipite di un'intera dinastia di scrittori, da Poe a Baudelaire, da Huxley a Benn. Il volume comprende anche i racconti Suspiria de Profundis e La diligenza inglese. Introduzione di Giovanni Giudici
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Viljar Ravn Gudmundsson, il giornalista trasandato dal cuore buono che abbiamo conosciuto nei precedenti romanzi della trilogia di Haugesund, è ormai costretto a usare il bastone e impossibilitato a muoversi come prima, a causa della sparatoria in cui è rimasto coinvolto. Sempre più dipendente da sigarette e prese di tabacco, si dedica ormai ad altre indagini e in particolare cura un podcast in cui tratta i cold case della zona. Lotte Skeisvoll, la sua amica investigatrice dalle manie ossessivo-compulsive, invece, è alle prese con una serie di efferati omicidi. Le vittime muoiono a causa di pene atroci e, cosa ancora più terribile, Lotte le conosceva: facevano parte del gruppo che frequentava da giovane e qualcuno le sta uccidendo una dopo l'altra. Ma chi? Avranno a che vedere col terribile segreto che la lega a Viljar o con il suo passato? Dopotutto la vendetta è un piatto che si consuma freddo... Ancora più suspense, ancora più azione, nel terzo imperdibile capitolo della serie bestseller scandinava.
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Perché la letteratura erotica è dominata dalle donne? Perché gli scrittori maschi non si cimentano con l'erotismo? A queste domande vuole dare una risposta "Pene d'amore", una antologia che attraverso i racconti di sette scrittori - Gianni Biondillo, il curatore della raccolta, Andrea Bajani, Valerio Evangelisti, Marcello Fois, Raul Montanari, Gianluca Morozzi e Tiziano Scarpa - cerca di restituire dignità e coraggio all'immaginario erotico maschile, alla decodificazione delle sue perversioni, allo sfogo delle proprie frustrazioni e debolezze. Ne viene fuori un originale e a tratti divertente excursus sulle fantasie dell'homo eroticus, capace di mettersi a nudo senza falsi pudori o infondati timori... Proprio come sanno fare le donne.
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Il manuale offre una panoramica completa e multiprospettica dell'esecuzione penitenziaria, delle nuove pene sostitutive introdotte dalla "riforma Cartabia" e della disciplina organica della giustizia riparativa, con un importante richiamo ai più recenti sviluppi giurisprudenziali anche sovranazionali. L'esposizione si articola su differenti livelli espositivi (contraddistinti anche graficamente), consentendo il rapido apprendimento delle nozioni fondamentali e la possibilità di approfondire i profili più complessi della materia. Concepita per gli studenti universitari e per quanti si accostano per la prima volta allo studio del Diritto penitenziario, l'Opera intende, altresì, venire incontro alle esigenze di tutti gli operatori specializzati del settore. Il testo è aggiornato alle più recenti modifiche legislative introdotte con la riforma "Cartabia" (D.Lgs. n. 150/2022), con la modifica della disciplina dell'ostatività penitenziaria (D.L. n. 162/2022, conv. con mod. dalla L. n. 199/2022), nonché con i decreti attuativi della riforma organica della giustizia riparativa (D.M. 9 giugno 2023 e 25 luglio 2023, n. 97).
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