Teshigawara si è laureato alla Todai e per tutta la vita ha puntato all'eccellenza, portando il fardello delle aspettative della sua famiglia e vivendo all'ombra di un fratello maggiore dalla ben più brillante carriera. A essere travolto da quel peso troppo gravoso e sfociato nella follia è Onizuka: agli occhi del collega, infatti, colpevole di aver condotto una vita sregolata e libera, e nemmeno l'intervento della professoressa Fuyutsuki, di cui è innamorato, servirà a farlo rinsavire.
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Una volta tutta la Vita nell'universo riconosceva il Fiore della Vita come lo schema della creazione - il disegno geometrico che ci guida dentro e fuori l'esistenza fisica. Poi, da uno stato di coscienza molto alto, siamo caduti nel buio dimenticando chi siamo. Per migliaia di anni il segreto è rimasto nascosto in antichi manufatti e in bassorilievi sui muri di tutto il mondo, codificato anche nelle cellule di tutta la Vita. Ora stiamo per emergere da quel sonno. Scuotendo quelle vecchie convinzioni che sanno di stantio dalla nostra mente, cominciamo ad avere una visione della luce dorata di quest'alba che sta fluendo attraverso le finestre della nostra percezione. Questo libro è una di quelle finestre. Qui, Drunvalo Melchizedek presenta, sotto forma di testo e con dei grafici, la prima parte del seminario "Il Fiore della Vita", chiarendo i misteri di come siamo entrati nell'esistenza, perché il mondo è così come è, e mostrando le energie sottili che permettono alla nostra consapevolezza di fiorire nella sua vera bellezza. La Geometria Sacra è la matrice che si trova alla base del nostro essere e rivela l'ordine divino presente in ogni aspetto della nostra realtà. Possiamo scoprire questo ordine partendo dall'atomo invisibile fino alle infinite stelle, trovando noi stessi su ognuno di questi gradini. Questa informazione è una traccia, ma tra le righe e nei disegni sono nascoste le "gemme femminili" della comprensione intuitiva. Le esperienze della Vita di Drunvalo Melchizedek sono una collezione di tanti successi e realizzazioni sul sentiero dell'evoluzione umana. Ha studiato fisica e belle arti presso l'Università di California a Berkeley, ma lui personalmente sente che la sua formazione più importante è avvenuta dopo l'università. Negli ultimi 25 anni ha studiato con l'aiuto di più di 70 maestri, che rappresentavano tutti i diversi modi di convinzione e comprensione religiosa e che gli hanno pro-curato una vasta gamma di conoscenza, di compassione e di accettazione. Non solo la mente di Drunvalo è eccezionale, ma il suo cuore, la sua calda personalità, il suo amore per tutta la Vita vengono immediatamente compresi e percepiti da chiunque lo incontri. Già da qualche tempo ha portato la sua vasta visione al mondo attraverso il seminario "Il Fiore della Vita" e la meditazione della Mer-Ka-Ba. Questo insegnamento abbraccia ogni area della comprensione umana, ed esplora lo sviluppo dell'umanità dalle antiche civiltà fino al presente, offrendo una visione chiara sullo stato di coscienza del mondo e su quello che è necessario per una transizione facile nel XXI secolo.
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La varietà dei contributi che animano questo volume converge sull'attualità della performance come dispositivo artistico e culturale che genera nuovi orientamenti di campo negli spazi del sociale, specie nelle aree considerate di margine, vulnerabilità ed esclusione. Colta nella sua attitudine ludica di libera improvvisazione del mondo, l'azione performativa si presenta oggi, nella sfera pubblica, come matrice politica di controcampi: spazi conflittuali del possibile in cui riconfigurare e rendere visibili nuove "forme di vita". All'incrocio tra teoria e prassi, il libro interroga e presenta un continuum di esperienze che intrecciano sviluppi eccentrici della pro cessualità artistica e teatrale con pratiche inedite di partecipazione e di governance, modelli alternativi di welfare culturale con visioni ecologiche e ambientali improntate su una concezione sistemica della salute come bene comune, in una prospettiva di cura e prossimità territoriale.
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A metà degli anni Cinquanta Mario Tobino si trovò a dirigere 'pro tempore' l'Ospedale Psichiatrico di Lucca a Maggiano. Per meglio riflettere su quell'esperienza che gli richiedeva di aggiungere alle competenze del "medico di manicomio" nuove responsabilità burocratico-amministrative, e quindi in ultima analisi sociali, Tobino verga un diario: quaderni fitti di appunti che registrano riflessioni e confessioni, e che qua e là rivelano sconcerto e disillusione. Pagine che lo scrittore deciderà di pubblicare alcuni decenni più tardi, aggiungendovi una straniante coloritura "cinese" per dare il senso della distanza, non solo cronologica, che intercorre tra l'oggi della pubblicazione e il mondo arcaico descritto nel diario. Dagli anni Cinquanta in cui i "matti" venivano tenuti nascosti e lontani dal mondo dei "sani", in cui la psichiatria italiana viveva di improvvisazione, infatti, tutto è cambiato grazie agli psicofarmaci, alla legge Basaglia, alla chiusura dei manicomi. Consapevole che raccontare la sua esperienza sia anche «tratteggiare qualche grano dell'Italia di quei tempi», Tobino affida come testamento ai lettori questo romanzo-diario che rappresenta l'ultimo tassello di quel "racconto di Magliano" che andò tessendo per molti anni, «un intreccio di scrittura e di vita - scrive nell'introduzione Valeria Paola Babini - che ci porta in una sorta di labirinto rigoglioso dove, anziché perderci, ci ritroviamo più umani».
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La storia biancorossonera, con purtroppo qualche pennellata di nero di troppo durante il ventennio, racconta il calcio a San Pier d'Arena dal tempo dei pionieri al 1946 anno della nascita dell'Uc Sampdoria. Le vicende sportive spesso drammatiche finiscono inevitabilmente per ricalcare quelle di San Pier d'Arena che passa sciaguratamente dall'essere la Manchester italiana all'attuale quartiere cui hanno grammaticalmente violato pure l'antico nome. Dal 1898 si susseguono nel tempo le vicende della Pro Liguria, della Sampierdarenese, della Dominante e del Liguria. Il periodo dal 1920 al 1927 è quello di massimo fulgore quando a scàtoa de pìloe è il terreno di tanti epici scontri, tra la squadra che rappresenta San Pier d'Arena e ne difende l'onore calcistico e le due genovesi Andrea Doria e Genoa, le due di Milano e di Torino, ma anche il Livorno, la Pro Vercelli, il Casale e il Bologna, vale a dire l'aristocrazia calcistica del tempo.
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