Che cos'è un poeta - si chiedeva Baudelaire - se non un traducteur e un déchiffreur? E attentissimo interprete e vero e proprio "decodificatore" del congegno teatrale è stato Giovanni Raboni nel suo pluridecennale rapporto con l'arte drammatica: come autore, traduttore, storico e critico. Lo testimonia questo volume, nel quale pièces e traduzioni drammaturgiche sono affiancate da note di scena, autocommenti e apparati esplicativi che danno conto di un'esperienza a tutto tondo. Sempre domina in Raboni la preoccupazione di rendere il testo pienamente fruibile nello spazio scenico, nel segno di una continuità che va dal teatro greco classico a quello d'avanguardia del Novecento, passando per Shakespeare, il secolo d'oro francese - illuminato dagli astri di Molière, Racine, Marivaux - e poi Hugo, Claudel, Maeterlinck, Eliot. E se Raboni traduttore mostra una notevole capacità di adattamento all'originale con cui si misura, in questa duttilità non si perde mai la sua voce; piuttosto, in una feconda dialettica tra rispetto dell'autore e reinvenzione stilistica, risplende quella capacità di mettere «a nudo la polpa» che è propria dei grandi artisti e che si ritrova anche nelle due pièces da lui scritte, il «poema teatrale» d'argomento sacro Rappresentazione della Croce (2000) e la libera riscrittura del mito euripideo di Alcesti (2002).
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Facilmente digeribile, gustosa e salutare, la zucca è un alimento versatile e dalle molte virtù. Usata nella cucina di varie culture fin dall'antichità, oggi è protagonista di molti piatti tradizionali diventati ormai dei classici e, per il suo colore vivace e il gusto delicato e zuccherino, è un ingrediente amato e riscoperto anche dai grandi chef. Della zucca si utilizza tutto: la scorza, la polpa, i fiori e i semi, senza dimenticare i germogli e le foglie tenere. Inoltre le sue proprietà nutritive la rendono particolarmente adatta a chi segue una dieta vegetariana o vegana... Un libro ricco di immagini, idee e ricette, in cui l'autrice - appassionata di cucina, fotografa e food blogger - svela tutti i segreti e le tecniche di cottura per sfruttare al meglio la versatilità di questo ortaggio, e preparare piatti deliziosi (che vanno dall'antipasto alle portate principali, ai contorni, ai prodotti da forno sia salati che dolci) con interessanti accostamenti di sapore e consistenza.
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"Di origine nobile e al tempo stesso popolari sono le polpette, una denominazione che nel corso dei secoli è stata attribuita a preparazioni gastronomiche molto diverse, pur riferendosi tutte - ma in modo differente - a un pezzo di polpa di carne variamente trattata, e da qui, "polpetta" da "polpa", l'etimologia più probabile. La prima polpetta è nobile e medievale. La palpita, pulpeta, pulpa vitulina o involtino di carne del Maestro Martino da Como (secolo XV) è un bocconcino formato da una fettina di carne, lunga e sottile, variamente condita, arrotolata e arrostita, più simile ai moderni saltimbocca alla romana. Ben diversa è la polpetta popolare che Pellegrino Artusi (secolo XIX) pone tra gli umidi, costituita da carne o lesso tritati, con aggiunta di prosciutto, uova e aromi, formando delle pallottole simili a un uovo, impanate e fritte, passate infine in teglia con salsa.
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Merluzzo panato alle nocciole, croque-monsieur alla polpa di granchio, nuggets di pollo in salsa barbecue, Caesar salad con pop-corn, ketchup fatto in casa... Perché i bambini siano fieri di preprare i loro piatti preferiti ecco 50 ricette per realizzare pranzetti semplici e divertenti! Età di lettura: da 8 anni.
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Un commento al Vangelo di Matteo che, attraverso domande e risposte, percorre il testo versetto per versetto e dà risposta alle tante questioni che la lettura del vangelo solleva a chi si dispone con curiosità e intelligenza di fronte alla Parola di Dio. Un modo nuovo, fresco e stimolante che permette di trovare conferme e fare nuove scoperte.
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