Giona è uno stimato chirurgo nell'ospedale in cui lavora, in una città del Nord Italia. Passa quasi tutto il suo tempo nel reparto di chirurgia d'urgenza, per rifugiarsi nel lavoro e dimenticare un passato che non riesce a lasciarsi alle spalle. Ma questo lo ha reso, poco alla volta, duro, refrattario ai sentimenti e agli affetti. Quando la madre gli telefona in piena notte per chiedergli aiuto, Giona non si tira indietro e si precipita a casa sua. Qui conosce Jean, un bambino burundese, che ha bisogno di essere ricoverato per un'appendicite. Frequentando Jean, Giona rivive la propria infanzia, prima dell'arrivo in Italia. Anche lui, infatti, è originario del Burundi, e ha dovuto affrontare una vita difficile in Africa e poi un viaggio pericoloso lungo il corso del Nilo, attraverso il Sahara, sul mare Mediterraneo fino a Lampedusa, per poter raggiungere la sua nuova famiglia italiana, i Carraro. L'incontro con Jean spinge Giona ad aprire il suo cuore e a ricordare la natura incontaminata in cui si muoveva da bambino, le persone, i frutti, i profumi, i colori e le forme di quella terra che non vede da oltre trent'anni e a cui pure sente di appartenere. Tra i due si instaura subito un legame profondo: insieme riusciranno a riconciliarsi con le esperienze dolorose che li hanno portati a incontrarsi e ad affrontare con ritrovata fiducia le nuove sfide che la vita deciderà di proporgli.
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Venerati nell'antico Egitto dei faraoni, celebrati in alcune delle più suggestive poesie di Charles Baudelaire, amati perfino da un autore altrimenti refrattario ai contatti affettivi come H.P. Lovecraft, i gatti sono oggi gli animali domestici più diffusi nel mondo. E senz'altro i più fotografati, i più ripresi, i più condivisi sui social network, protagonisti inarrestabili di meme e video amatoriali che scalano le classifiche di YouTube e affollano le bacheche di Facebook. Ai gatti ha dedicato un libro piccolo e prezioso Giorgio Celli, etologo fra i più prestigiosi del nostro paese e "gattofilo impenitente". Fu proprio una gatta, Giuditta, ad accendere in lui, ancora bambino, l'amore per l'etologia. In queste pagine Celli descrive atteggiamenti e abitudini, movenze, sguardi, attento a registrare quel-l'inafferrabile, imprevedibile misteriosità che da sempre è sinonimo di gatti. I gatti raccontati da Celli - burloni o permalosi, gelosi o riconoscenti, grassi o acrobatici, reazionari o proletari - sono al centro di storie a volte spassose, a volte commoventi, e offrono l'occasione al grande scienziato per riflettere e farci riflettere sul rapporto tanto speciale che ci lega a questi animali. La conclusione, sorprendente, è che - per riprendere un detto di Marcel Mauss - forse il gatto non è un animale domestico, ma il solo animale ad aver addomesticato l'uomo.
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L'automassaggio energetico, praticato per oltre cinquemila anni dai taoisti come metodo di prevenzione delle malattie e di rallentamento dei processi di invecchiamento, viene qui illustrato insieme a dei semplici esercizi, sempre di origine taoista, che consentono ad ogni individuo di aumentare la propria energia vitale, diventando completamente refrattario allo stress della vita quotidiana. Insegnamenti facili, che richiedono poco tempo per la loro applicazione, praticabili da tutti, a prescindere dall'età, dalle condizioni fisiche e psicologiche.
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Roma, 1840. Carlotta Gargalli custodisce nel suo studio una tela bianca, segno di un doloroso segreto: la ragione per la quale ha smesso di dipingere rinunciando al sogno di una vita. Eppure è stata allieva del grande scultore Antonio Canova, una pittrice di successo, almeno nella sua Bologna, dove molti la paragonano alla più nota Elisabetta Sirani. La storia comincia nel 1815, quando l'aspirante pittrice fa ritorno a casa, dopo gli anni trascorsi a Roma come allieva dell'Accademia. Le sue speranze si scontrano con un ambiente chiuso e refrattario al cambiamento. Gli accademici giudicano le sue opere lodevoli ma non paragonabili a quelle dei colleghi di sesso maschile. La madre, Giovanna Carage, la vorrebbe vedere accasata con un buon partito; il padre, il pittore Filippo Gargalli, insiste perché chieda al maestro commissioni di rilievo; la sorella, Anna Sofia, la tormenta con l'invidia non potendo farsi una famiglia propria. Sullo sfondo la Bologna che, dopo la parentesi del Regno italico, ritorna nell'orbita del dominio pontificio. Carlotta si lancia in un'attività febbrile, dipingendo da mattina a sera, cogliendo tutte le occasioni possibili per affermarsi sulla scena pubblica. La sua fama cresce, offrendole importanti riconoscimenti e un'indipendenza economica che le consente di contrarre le nozze. Lui è Carlo Rovinetti, un modesto speziale sposato contro la volontà della famiglia. Dopo un periodo di serenità e la nascita di una figlia, Carlotta rimane vedova e priva di mezzi. Perseguitata dalle difficoltà materiali e dai sensi di colpa, prende una decisione radicale: abbandonare la pittura per sempre. Quando la sua carriera è ormai in declino, un fatto inaspettato segna la svolta, l'inizio di una nuova esistenza come gallerista nella Roma papalina.
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Con un dialogo insieme a Vito Mancuso. Per chi lo ha conosciuto una persona tenace, umile, appassionata. Potremmo forse dire: pura, autentica. In questo libro dieci testimonianze provano a descrivere il valore umano e spirituale di padre Andrea Schnöller, frate, insegnante di meditazione e punto di ancoraggio per una comunità di compagni di strada. Una vita, la sua, semplice e al contempo straordinaria. Che come fine ultimo ha avuto quello di preparare l'uomo all'accoglienza: verso gli altri ma prim'ancora verso se stessi. Ascoltarci, dunque, raggiungere la consapevolezza di noi. Che si creda in Dio oppure no. Qualunque sia la cultura di provenienza, la prospettiva. Se ne raccontano qui le idee, le gioie, gl'incontri, i dubbi, le sorprese e le delusioni. Un padre Andrea poliedrico ma discreto, refrattario alla notorietà. La pratica del silenzio, il rispetto del prossimo. Dieci capitoli per un viaggio lungo un'esistenza intera. La fanciullezza, il noviziato, il santuario di Madonna del Sasso; poi il Sessantotto, il Concilio Vaticano II. La relazione con le gerarchie ecclesiastiche. Il cristianesimo, il buddhismo, l'induismo. L'inesauribile itinerare tra Italia e Svizzera, lo yoga, la musica di Bach, il lavoro editoriale, soprattutto l'avventura del centro di Condino. Sempre cercando di ascoltare, per dirla con lui, non solo la nostra parola ma anche il nostro respiro. Rivolto a chi cerca di capire, chi pensa di sapere, o si è sentito smarrito. Con i contributi di: Vito Mancuso, Mauro Jöhri, Carla Cheda, Maria Teresa Tedeschi, Franco Stefanoni, Maciej Bielawski, Giuseppe Morotti, Tina Di Cesare, Giovanni Ansaldi, Francesco Roat.
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