Charles Monroe Schulz nasce a Minneapolis, Minnesota, il 26 novembre 1922 da Dena e Carl Schulz. Il 2 ottobre 1950 esce su sette quotidiani americani la prima striscia dei Peanuts. Schulz li disegnerà ininterrottamente per cinquant'anni. Quando alla fine del 1999 annuncia il suo ritiro sono più di duemilaseicento i quotidiani nel mondo a pubblicare le storie di Charlie Brown & Co. Muore il 12 febbraio 2000.
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A Cowdenbeath, un'anonima cittadina di una popolosa regione a nord di Edimburgo, Jason King, fantino mancato di ventisei anni, si barcamena in un presente da sottoccupato cronico e stella locale del subbuteo. Tra una partita e l'altra e lavoretti più o meno leciti, Jason inganna la monotonia ascoltando Cat Stevens, tracannando Guinness e tampinando quasi ogni ragazza gli capiti a tiro. Da un po', però, a dare materia alle sue fantasie sono le morbide forme di Jenni Cahill, la figlia di un discusso imprenditore della zona. Cavallerizza di scarso talento, con una passione per Marilyn Manson e vaghe aspirazioni suicide, lei non sembra ricambiare le attenzioni di quel "nanerottolo schifoso" di Jason. Ma si sa, le apparenze possono ingannare, e saranno prima il caso e poi un tragico incidente a far scoprire ai due ragazzi di poter condividere qualcosa: il sogno di una nuova vita, lontana dal grigiore di ogni Cowdenbeath del mondo.
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"Perché gli umani fanno qualsiasi follia pur di essere infelici? Poi dicono che sono depressi - lo credo! Stai con chi non ami, vai a letto con chi non ti piace, e vorresti pure essere allegro?". È con questa domanda che si apre "Amores" di Barbara Alberti, un libro che racconta l'amore e molte (se non tutte) le forme in cui si può incarnare. Nelle pagine, del libro si incontrano carrellate sugli uomini di Marilyn Monroe e sulle donne di Gabriele D'Annunzio, scaramucce verbali tra la Regina Elisabetta e Lady Diana, o tra Jacqueline Kennedy e Maria Callas. Ma anche storie d'amore, corteggiamento, fedeltà e infedeltà tra donne e uomini comuni e speciali, omosessuali, bisessuali, eterosessuali (che importa?), racconti in cui realtà e invenzione si rincorrono e si confondono e la fantasia diventa più vera dei fatti come si suppone siano realmente accaduti. Perché con grazia, ironia, leggerezza, Barbara Alberti sa mostrare al lettore verità indubitabili solo apparentemente paradossali, che la repressione può produrre erotismo, la gelosia diventare complicità, che la fedeltà rende più felici del suo contrario, ma che persino i cani purtroppo sanno tradire. E soprattutto che nulla è più erotico dell'amare.
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Dopo aver perso entrambi i genitori in una tragica giornata, J si trasferisce in un prestigioso collegio maschile. Il suo sogno, però, è quello di diventare una donna amata da tutti, come Marilyn Monroe...
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Nell'epoca odierna in cui i «divi» sembrano in via di estinzione e la fortuna delle star di Hollywood è spesso fugace, le stelle del passato risplendono più che mai. Marilyn, Ava Gardner, Ingrid Bergman, ma anche Bruce Lee, Marlon Brando, Peter Sellers: miti di ieri, che brillano ancora ai nostri giorni. Stilando i ritratti di decine di attori, Goffredo Fofi, lungo le pagine del libro, racconta con ironia e arguzia i miti e i sogni, i disagi e le insicurezze della nostra società attraverso centinaia di film. Una galleria di gustosi anedotti e mirabili descrizioni in cui protagonisti del cinema del passato come Massimo Troisi, Anna Magnani, John Garfield, James Dean e Montgomery Clift, escono dalla polvere del grande schermo e tornano in vita.«Li ho visti tutti questi film? Sì li ho visti tutti.» Goffredo Fofi.
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Le ragazze del club di Judo dell'università Mitsuba stanno per laurearsi. E cosa c'è di meglio di una bella gara a squadre per salutarsi col sorriso? Perciò Marilyn, Sayuri, Nanda e Kyon Kyon chiedono al maestro Jigoro di trovare delle sfidanti... Non sanno che il diabolico vecchietto sfrutterà l'occasione per allontanare Yawara dalla Tsurukame trouble.
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Non c'è niente di più incongruo che usare la società di Ancien Régime come base per pensare al rifiuto femminile. Ridotte al «riserbo» dai trattati di bon ton, al silenzio o alla «finta resistenza» dai codici della seduzione, le eroine della letteratura classica non avrebbero nulla da trasmetterci, tanto meno il potere di dire no. Si sarebbe potuta considerare la questione una storia chiusa se non fosse stato per la sagacia di Jennifer Tamas. Infatti, a modo loro, le donne del Grand Siècle hanno resistito, hanno disobbedito, e di queste battaglie silenziose restano alcune tracce. Sotto le belle immagini di principesse addormentate celebrate dall'industria dell'intrattenimento si nascondono rifiuti potenti, oscurati da secoli di interpretazione patriarcale. L'autrice li porta alla luce con coraggio e finezza, rintracciando l'espressione del femminile celata sotto lo sguardo maschile e tendendo l'orecchio al mormorio sommesso delle voci di chi resiste. Evocando figure dissidenti dei secoli passati, da Cappuccetto Rosso a Berenice, rinvigorisce il discorso femminista e trova in Marilyn Monroe il segreto di Elena di Troia. Con un tocco di irriverenza, rivela un magnifico matrimonio culturale. Uno sforzo di risurrezione è oggi possibile.
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