Anime dissolte, spaziando tra mito e contemporaneità, tra realtà e divino, tra corpo e anima, indaga nel profondo dei sentimenti, delle aspirazioni, delle fragilità e delle aberrazioni dell'individuo sempre più sospinto, in un tempo duro, alla periferia di vite marginali. Nel romanzo Odisseo, Tiresia e altri demoni come Safiya, Luca, Andrea, Claudia, Tristano, Lorenzo, Marco si intrecciano e giocano, in uno scambio di ruolo finissimo, con Orfeo, Euridice, Prometeo, Medea, Oreste, Pilade, Atena. L'intreccio tra desiderio, amore, attrazione e sessualità ci conduce ad una introspezione necessaria nel trasporto tra fervore classico e modernità. Prefazione di Lucia Fortini.
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Spendeva in abiti, libri e cavalli, era amico di artisti, consigliere di principi e confidente di dame. Scriveva lunghe lettere alla madre, dense di dettagli e pettegolezzi. Amava il gioco del potere e della politica ma ne rimase più volte scottato e deluso. Ebbe due grandi amori: Elisabetta Gonzaga, conosciuta da bambino e andata sposa a Guidubaldo da Montefeltro, e Ippolita Torelli, che finalmente sposò dopo una serie di fidanzamenti concordati per interesse o calcolo. Fu un'unione singolarmente felice ma dal tragico destino, alla quale non ne seguirono altre: rimasto vedovo, prese i voti per entrare al servizio di papa Clemente VII. Morì in Spagna, dove l'imperatore Carlo V in persona pianse la scomparsa di «uno dei migliori cavalieri del mondo». È un vero e proprio racconto d'avventure, la vita di Baldassarre Castiglione, che ci porta tra gli intrighi delle maggiori corti del Cinquecento: dalla Mantova di Isabella d'Este alla Milano di Ludovico il Moro e poi a Roma, dove Castiglione conobbe Michelangelo e Raffaello alla fastosa corte di papa Leone X, il figlio di Lorenzo il Magnifico. Ma fu a Urbino che scrisse il trattato con cui sarebbe passato alla storia, "Il Cortegiano". Edgarda Ferri, combinando ricerca storica, curiosità e vivacità del racconto, nel quadro di una vita dipinge un'epoca: questa «autobiografia» ci restituisce il Rinascimento nei suoi gloriosi dettagli e nelle sue umanissime passioni, come un grande romanzo italiano.
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Tutti i bambini sono terrorizzati dai mostri. Anche il piccolo Lorenzo ne è spaventato, li vede proprio dappertutto. Saranno solo frutto della sua immaginazione o esistono davvero? Età di lettura: da 5 anni.
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Questo non è l'ennesimo libro su don Lorenzo. Per la prima volta la sua vita viene ripercorsa attraverso immagini e foto fra cui molte inedite. Dalla nascita a Firenze in viale Principe Eugenio (oggi viale Gramsci) alla visita di papa Francesco il 20 giugno 2017 alla tomba di don Lorenzo a Barbiana. È un lasciare alle sole immagini la capacità di "parlare", di suscitare nel lettore emozioni, suggestioni e commozioni attraverso il non-detto, il silenzio, appunto.
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La Città Alta, con la poesia di piazza Vecchia e i suoi palazzi, le torri, le viuzze medievali e gli edifici di piazza Duomo (il Duomo, il Battistero, la basilica di Santa Maria Maggiore e la cappella Colleoni, capolavoro dell'arte lombarda tra Medioevo e Rinascimento). La Città Bassa, con il Sentierone, l'armonia del centro piacentiniano, i musei e le tante chiese con il loro ricchissimo corredo pittorico a firma di artisti come Lorenzo Lotto, che ha lasciato in città alcune delle sue opere più emblematiche. E poi le mura cinquecentesche, l'imponente cinta bastionata costruita dalla Serenissima ed eletta dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità. Oggi il percorso che circonda le mura è teatro del Bergamo Historic Grand Prix, competizione leggendaria la cui prima edizione risale al 1935. E ancora la provincia, con le valli montuose e le pianure punteggiate di borghi secolari dove arte e storia dialogano con la bellezza di un paesaggio senza paragoni; fino all'enogastronomia, dove la tradizione incontra l'eccellenza di prodotti tipici dal sapore unico. Tutto questo in un volume da collezione in grande formato, con oltre 130 immagini e un accurato apparato testuale in italiano e inglese.
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Un bambino, sua madre. Due vite fragili tra altre vite fragili: donne e uomini che passano sulla terra troppo leggeri per lasciare traccia. Intorno, a contenerle, un luogo che non dovrebbe esistere, eppure per qualcuno è perfino meglio di casa. Lorenzo Marone scrive uno struggente romanzo corale, un cantico degli ultimi che si interroga, e ci interroga, su cosa significhi davvero essere liberi o prigionieri. Diego ha nove anni ed è un animale senza artigli, troppo buono per il quartiere di Napoli in cui è cresciuto. I suoi coetanei lo hanno sempre preso in giro perché ha i piedi piatti, gli occhiali, la pancia. Ma adesso la cosa non ha più importanza. Sua madre, Miriam, è stata arrestata e mandata assieme a lui in un Icam, un istituto a custodia attenuata per detenute madri. Lì, in modo imprevedibile, il ragazzino acquista sicurezza in sé stesso. Si fa degli amici; trova una sorella nella dolce Melina, che trascorre il tempo riportando su un quaderno le «parole belle»; guardie e volontari gli vogliono bene; migliora addirittura il proprio aspetto. Anche l'indomabile Miriam si accorge con commozione dei cambiamenti del figlio e, trascinata dal suo entusiasmo, si apre a lui e all'umanità sconfitta che la circonda. Diego, però, non ha l'età per rimanere a lungo nell'Icam, deve tornare fuori. E nel quartiere essere più forte, più pronto, potrebbe non bastare.
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Cosa sono i robot? Possono davvero "rubarci" il lavoro, o possono essere invece dei validi aiutanti per le professioni del futuro? Cosa s'intende con "intelligenza artificiale"? Chi è responsabile di un errore commesso da una macchina che si guida da sola? A queste e molte altre domande legate a una tematica tanto complessa quanto affascinante come le nuove tecnologie (ICT) tentano di rispondere Roberto Cingolani e Alberto Magnani: l'occasione per l'uscita di questo volume, che vuole fare chiarezza tra la realtà dei fatti e quello che ci immaginiamo dai film di fantascienza, è stato l'incontro organizzato il 7 marzo 2018 all'interno delle celebrazioni per il IX centenario della consacrazione della cattedrale di San Lorenzo a Genova. Come affermano gli autori, il momento giusto per riflettere di questi argomenti è proprio oggi, senza nascondere la testa sotto la sabbia, ma cercando di capire un fenomeno a cui sicuramente non possiamo sottrarci. Introduzione di Maurizio De Gioia.
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