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  1. Il corpo più bello che si sia mai visto da queste parti

    In questo testo «per unico interprete (a sette voci)», Miró, come dichiara espressamente in postfazione, affronta il tema della resurrezione, in una chiave al contempo laica e religiosa. L'autore catalano decostruisce un fatto che, per quanto drammatico, potrebbe essere un semplice fatto di cronaca, attribuendo ad esso un nuovo significato, gradualmente revocato - in un contesto dentro e fuori dal tempo - tramite 'la voce degli altri' (la madre, Albert bambino, la preside del liceo). Attraverso i monologhi di cinque personaggi (alternati a due personaggi secondari), si delinea quella resurrezione sublimata nel possibile incontro con il padre al quale Albert si dirige nei «secondi in cui abbandona il suo corpo fisico per fondersi con il cosmo».

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  2. Rinnovamento ecclesiale e impegno cristiano «nel mondo»

    L'argomento di questo lavoro di ricerca sul Rinnovamento ecclesiale e l'impegno cristiano nel mondo, è scaturito dallo studio di tutti i documenti pontifici riferiti alla Calabria ed ai calabresi, dagli anni '70 ad oggi, e dei sei convegni ecclesiali regionali, promossi dalla Conferenza Episcopale Calabra. È apparso utile mettere a disposizione anche della comunità laica questo lavoro pensato inizialmente per la comunità cristiana non solo calabrese. Una visione ampia e nel contempo specifica del magistero e della riflessione di tutta la chiesa in tutte le sue componenti, è necessaria all'autoconsapevolezza di una comunità che intende proseguire nel suo cammino ed essere pienamente inserita nel proprio tempo e territorio.

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  3. Voci di scrittori arabi di ieri e di oggi

    Quando si pensa ai racconti provenienti dall'area dei paesi arabi viene subito alla mente "Le mille e una notte". Molto meno nota per i lettori italiani è la produzione letteraria contemporanea, assolutamente ricca e interessante, fondamentale per comprendere una realtà percepita come lontana. Una lacuna che questo volume si propone di colmare fornendo una panoramica sulla letteratura araba del Novecento attraverso le voci dei suoi autori più significativi: originari del Nord Africa e del Vicino Oriente, sono esponenti che appartengono a generazioni diverse della cultura laica, islamica o cristiana. Maestri del racconto, alcuni di questi scrittori sono stati tradotti in Italia, come l'egiziano Nagìb Mahfùz, premio Nobel per la letteratura, la siriana Ghada Sammàn e il palestinese Ghassàn Kanafani; ma i più sono invece ancora da scoprire e da conoscere. I trentacinque racconti brevi qui pubblicati - veri e propri classici del genere - affrontano con stili molto diversi una molteplicità di temi: dalla spiritualità alla tradizione, dal rapporto tra sessi alla miseria, ai tentativi di una coesistenza interetnica, all'esilio. Ma anche argomenti moderni e originali come l'enigma della psiche umana, il disagio mentale e l'alienazione.

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  4. PALETTE LACCA 75 ML

  5. Fake news. Smascherare le teorie del complotto e le leggende metropolitane

    Negli ultimi anni si è andata affermando una nuova fede laica: nelle leggende metropolitane e nelle teorie del complotto. Il Web e la moltiplicazione delle informazioni rese disponibili, oltre agli errori e ai limiti della nostra comprensione, hanno dato il la a tutta una serie di false credenze, chiacchiere da bar considerate dai più verità incontestabili. Il sociologo Gérald Bronner è però ottimista e, aiutato dalla matita espressiva di Krassinsky, ci spiega come possiamo smontare i meccanismi della manipolazione e non lasciarci ingannare dalle scorrette interpretazioni della realtà. Introduzione di Massimo Polidoro e Paolo Attivissimo.

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  6. Solo la speranza lenisce il dolore

    Questo libro nasce dall'eccezionale videoracconto che Simone Veil fece nel 2006 per la Fondation pour la Mémoire de la Shoah e l'INA, l'Institut national de l'audiovisuel. Di fronte alla telecamera, Simone Veil parla della sua vita. Il sole di Nizza, una famiglia unita, repubblicana e laica. E poi invece il freddo, la fame, le umiliazioni, i compagni di prigionia, i rapporti fra uomini e donne, i suoi diciotto mesi in un campo di concentramento. Racconta il ritorno, nuove forme di umiliazioni, la difficoltà di parlare, il suo impegno per la salvaguardia della memoria. Solo la speranza che la Shoah non venga mai dimenticata può lenire il dolore. Dalle sue parole emerge un libro di un'immediatezza rara: la sua forza non sta nei fatti che descrive, e che sono ben noti, bensì nella forma, di una spontaneità stupefacente. Veil si lascia condurre dai ricordi, mescola aneddoti e riflessioni, le piccole storie alla grande Storia. Con uno scritto di Liliana Segre.

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