Il buon design salta all'occhio. Il grande design è invisibile. Che si tratti di cibo, bevande, cosmetici, libri o articoli di lusso, un imballaggio efficace deve allettare i sensi e stimolare le nostre emozioni in modi tanto sottili quanto sorprendenti. Il volume celebra il decimo anniversario dei Pentawards attraverso i vincitori delle edizioni 2015 e 2016 della competizione. Suddivisi secondo le principali categorie del premio - bevande, cibo, cosmetici, articoli di lusso, altri mercati - oltre 400 esempi provenienti da 30 paesi testimoniano l'innovazione alla base di singoli progetti e campagne oltre che la portata del settore nel suo complesso e l'alto livello di sperimentazione che lo caratterizza. Ciascun esempio è accompagnato da una descrizione e da una scheda informativa e il libro si apre con saggi inediti dei fondatori dei Pentawards Jean Jacques e Brigitte Evrard, oltre che con un interessante testo dell'esperto di branding e marketing Gérard Caron.
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La vita straordinaria di Jean-René Lacoste (1904-1996) raccontata da lui stesso, un racconto che ripercorre gli anni d'oro del tennis. Pur essendo stato un grande esponente del tennis mondiale, il nome di Lacoste è principalmente legato alla famosa polo con il coccodrillo, ideata nel 1933. Assieme a Jacques Brugnon, Henri Cochet e Jean Borotra, mise insieme la formidabile squadra dei "quattro moschettieri" che strappò la Coppa Davis agli statunitensi nel 1927, vincendola poi per sei stagioni consecutive, fino al 1932.
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Questa nuova edizione de "L'intruso" si arricchisce dei poscritti al libro che Jean-Luc Nancy ha pubblicato nel corso degli anni e di una postfazione di Antonella Moscati. "Jacques Derrida l'aveva sentito, presentito e pensato meglio di chiunque altro. È stato lui a cogliere chiaramente che il tema decisivo era quello del proprio, della proprietà in tutte le accezioni del termine. Ben più profondamente del possesso di un oggetto, è l'appropriazione di un soggetto a se stesso a essere in questione. Il trapianto di un cuore è solo una lontana immagine - o una lontana manifestazione - di ciò che in ogni 'essere sé' (di una persona, di un paese, di una lingua, di un pensiero) implica una folla d'intrusioni. Senza di esse, niente potrebbe aver luogo, niente potrebbe cominciare a individuarsi o a identificarsi." (Jean-Luc Nancy, Post scriptum, 2017)
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Come cambia l'Europa: Stefano Micossi, Antonio Ereditato, Giorgia OlivieroFrancesco Gurrieri, 50°: nasce il Ministero per i Beni CulturaliBrando de Leonardis, Pericolosi paradossi del nuovo capitalismoAndrea Manzella, Sul futuro dell'EuropaGian Paolo Romagnani, Galante Garrone a Parigi (1947-55)Paolo Bagnoli, Parri: un italiano esemplareClaudio Giulio Anta, Jacques Delors: quasi un ritrattoGiorgio Giovannetti, A. Badini: "incapaci di vincere la pace"Sandro Rogari, Il valore simbolico del fuocoErmanno Paccagnini, Esser se stessi senza ripetersiStefano Folli, Diario politicoUmberto Broccoli, Una ragazza di 100 anniAndrea Frangioni, Salvemini antesignano della terza forzaUgo De Vita, Ungaretti, un ritratto tra vita e versoOmero Nardini, I Franchini nell'Italia fra '800 e '900Aldo A. Mola, Sforza Fogliani storico e mecenateTito Lucrezio Rizzo, La Cina del terzo millennioMaria Ilaria Maestrelli, "Le tetelle" di Tammaro De MarinisMaurizio Naldini, Deserti, il mito e la storiaPer Antonio PaolucciCristina Acidini, Il Soprintendente d'ItaliaFrancesco Gurrieri, In bicicletta per il centro storico
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Nel 1907 May Putrelle presentò alla Associated Sunday Newspapers, che realizzava supplementi domenicali per vari quotidiani, una storia di fantasmi dal titolo "The Grinning God". Fu accettata, ma il responsabile della redazione suggerì che fosse seguita da un altro racconto, questa volta scritto dal marito Jacques Putrelle - autore già allora di grande successo - nel quale veniva fornita la spiegazione razionale degli eventi soprannaturali da lei narrati. Il solutore del mistero non poteva che essere il professor Van Dusen, il geniale protagonista delle storie di Putrelle soprannominato "la Macchina Pensante" per la sua capacità di trattare qualunque problema come un'equazione matematica. E infatti nel secondo racconto, "The House that Was", il professor Van Dusen riuscirà a spiegare come una strada e una casa possano essere scomparse come se non fossero mai esistite, come un essere in carne e ossa possa comportarsi come se fosse un fantasma e come un piccolo oggetto di avorio, un idolo accovacciato che sogghigna, possa essere la chiave di tutto e portare in una sola notte un giovane e brillante uomo sull'orlo della follia.
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