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  1. La corsa più bella del mondo. La Mille Miglia in Romagna

    Le vicende dei piloti romagnoli impegnati nella Mille Miglia. Tre decenni di gare da Brescia a Roma e ritorno, passando per Ravenna, Forlì, Cesena e Rimini, fra imprese leggendarie e tragedie mai dimenticate. Sullo sfondo una Romagna arretrata, provinciale, ma divorata dalla passione per il motore e desiderosa di prendere parte (o quantomeno assistere) alla corsa più bella del mondo.

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  2. La sfida di Gerusalemme. Un viaggio in Terra santa

    Dopo "La notte di fuoco", in cui ha descritto la sua esperienza mistica nel deserto dello Hoggar, Schmitt torna a quell'esperienza con questo diario di viaggio in Terra santa, un territorio dalle mille impronte. Betlemme, Nazareth, la Galilea, luoghi intensi e cosmopoliti ritratti in presa diretta mentre l'autore approfondisce la sua esperienza spirituale, le sue domande, le sue riflessioni e sensazioni, i suoi stupori fino alla sorpresa finale, a Gerusalemme, di un incredibile incontro con quello che chiama "l'incomprensibile". Un percorso concluso a Roma, centro del cristianesimo, con un colloquio privato con papa Francesco, denso di significato e di echi che perdurano in queste pagine. Con una lettera di papa Francesco all'autore.

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  3. San Cetteo martire e vescovo. Rilettura e traduzione della passione di San Cetteo vescovo e martire patrono della città di Pescara nella inedita lezione del Codice Marciano Latino z.356

    La Passio Cethei del Codice Marciano, tradotta e pubblicata in questo libro, chiarisce definitivamente il ruolo svolto dal Vescovo Martire a Ostia Aterni, insediamento urbano sviluppatosi alla foce portuale del fiume Pescara. Nelle acque di questo fiume fu gettato Cetteo, con una macina di mulino appesa al collo, dal longobardo Umblone che aveva occupato temporaneamente la città e le colline circostanti. Il libro mette anche in luce la complessa situazione politica del territorio, i contrasti tra i cristiani latini e quelli ariani, i rapporti con i Bizantini stanziati ad Ortona, città priva di un vescovo cattolico, e con il papa Gregorio Magno a cui premeva avere un porto a disposizione per i collegamenti diretti tra Roma e la regione dalmata di lingua e rito latino.

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  4. Faccetta biancoceleste. Lazio, neofascismo e nascita del movimento ultras nell'Italia degli Anni di piombo

    Sei laziale? Ah, quindi sei fascista. Nessun punto interrogativo e nemmeno di sospensione, semmai un esclamativo alla fine di questa frase, che tanti tifosi laziali si sono sentiti ripetere, specie fuori Roma. Quasi che l'equazione fra quella fede calcistica e quell'appartenenza politica fosse scontata. Ma com'è nata questa associazione, e quanto c'è di vero nell'etichetta che indica la Lazio come la squadra più fascista d'Italia? Stefano Greco lo racconta dall'interno, in questa storia di vita vissuta, scritta da chi ha potuto assistere da vicino alla nascita dei primi gruppi ultras in coincidenza con l'inizio degli anni di piombo. Anni in cui scegliere di indossare un certo tipo di giacca o guidare un certo modello di motorino poteva costare caro, in cui curva e piazza erano una la continuazione dell'altra, tifo e politica si mischiavano al punto da risultare indistinguibili, gli stadi erano luoghi di reclutamento per l'eversione rossa e nera e le curve erano frequentate da protagonisti della cronaca. "Faccetta biancoceleste" è sicuramente una storia romana e laziale, ma è anche una storia profondamente italiana, perché mai come in quel periodo Roma è stata l'Italia, e viceversa. È una storia che si snoda tra fumogeni e lacrimogeni, petardi e molotov, razzi e proiettili impazziti, e racconta le vite di uomini e di ragazzi che spesso erano attivisti politici durante la settimana e tifosi di curva la domenica: quasi sempre ultras, che anche da latitanti non rinunciavano allo stadio...

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