"La finzione di un racconto a volte è l'unica maniera che abbiamo per poterci avvicinare alla drammaticità dell'esistenza. Christian Bobin è un maestro in questo. Egli sa bene che per dire qualcosa di serio a un adulto bisogna parlare al suo bambino. Ai bambini si può dire la verità..." (Postfazione, L. M. Epicoco). Tacite e Brulhe, due gatti, lui nero, lei bianca come la neve. Attraverso di essi Ch. Bobin racconta le sofferenze di una coppia finita e quando lei lo abbandona lui crolla nell'oscurità, fino al giorno in cui un fiocco di neve lo riempirà di luce. Un cuore luminoso... è il 24 dicembre e Tacite riprende a vivere. "Il Natale, in fondo, è la nascita di un bambino fragile come un fiocco di neve, fragile come una sottile ostia, ma capace di suscitare una luce dentro, che ha il potere di cercare e guarire ciò che sembrava perduto." (L. M. Epicoco)
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Dal giornalismo alla pornografia, non è certo ancora finita l'epoca dello stile "gonzo". Anzi, con "Poesie color mogano", lo stile gonzo trova uno dei suoi più perfetti rappresentanti anche in poesia: centralità di un soggetto autoriale destituito di ogni autorità, ripiegamento del testo sull'atto stesso dell'enunciazione, attenzione alla dimensione metatestuale, senza deviazione alcuna dalla ricerca (sui generis) della (di una) verità. Il testo più esemplare di tutta la raccolta è, per esempio, un vero e proprio racconto gonzo. Narrazione veridica di un gruppo di giovanissimi colombiani che corona il sogno di visitare la terra di Dante, la Storia dei bambini di Medellin mette apparentemente in scena la sconclusionata epica di un viaggio inverosimile, ma in fin dei conti non fa altro che lavorare a rendere indecidibili le vere intenzioni autoriali: sfacciata e scanzonata inaffidabilità o serietà assoluta? Bordini ha parlato spesso di "iperverità": la sua gonzo-poetry (questa gonzo-poetry) ci mostra come una simile iperverità possa rivelarsi una forma estremamente sottile di ironia. E che a volte, a essere ironica, non è la letteratura, ma la realtà stessa.
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Pride and Prejudice è certamente l'opera più popolare e più famosa di Jane Austen, vero e proprio long-seller, ineccepibile per l'equilibrio della struttura narrativa e lo stile terso e smagliante, ed emblematica della "cristallina precisione" austeniana. Attraverso la storia delle cinque sorelle Bennet e dei loro corteggiatori, lo sguardo acuto della scrittrice, sorretto da un'ironia spietata e sottile, annota e analizza con suprema grazia fatti, incidenti, parole di un microcosmo popolato da struggenti personaggi femminili, sospesi tra l'ipocrisia dell'Inghilterra vittoriana e la voglia di un amore romantico e senza compromessi.
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"Ritagli di tempo" è una silloge di poesie che prendono spunto da momenti di vita, emozioni, pensieri, stati d'animo vissuti con intensità e rimasti dentro per lungo tempo, ma poi lasciati liberi in questi versi. Queste poesie scritte in diversi periodi della mia vita sono state raccolte affinché non si smarriscano in questo tempo distratto e confuso. Sono parole che non intendono spiegare ma piuttosto suggerire, sono piccole pennellate di colore su tela, a cui ognuno può dar forma. Mentre tutto inevitabilmente scorre e sbiadisce, rimane l'amore, che come un leggero nastro sottile lega insieme queste immagini e queste parole, questi piccoli e unici ritagli di tempo.
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Mirella ha avuto fortuna, nella vita. Dopo aver vissuto un'adolescenza di stenti nella squallida periferia di una città che le era estranea, ha sposato Paolo, ingegnere di successo. Da un giorno all'altro si è ritrovata al centro di un mondo scintillante di ricchezza e benessere: due figli, un marito devoto, viaggi, feste, abiti e gioielli. Non solo è bellissima, Mirella, ma è anche dotata di un intuito fuori dal comune. L'inquietudine che continua a portarsi dentro, e a cui non sa dare voce, la spinge a percorrere una strada parallela. Strani episodi sembrano incrinare la perfezione della sua famiglia. E quando, durante un weekend di settembre, accompagnerà Paolo a Roma per un congresso, le accadrà qualcosa che non si sarebbe mai aspettata e che cambierà completamente il corso della sua vita, e non solo. Ha le tinte del romanzo sentimentale mescolate con quelle del noir, questa storia di Piera Carlomagno, che tratteggia la figura di una originale dark lady, uscita dal mondo degli ordinary people - la gente comune - ma capace di tessere, con sorprendente abilità, un gioco sottile e crudele.
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