La stagione più colorata e allucinatoria del rock raccontata attraverso i viaggi - musicali e non - di alcune delle band, in primis anglosassoni, che tra gli anni Sessanta e Settanta hanno reso inconfondibile questo genere dalla creatività ossessiva e misticheggiante. Dai Beatles di Revolver ai Grateful Dead, dalla mitica Summer of Love di San Francisco del triennio 1965 -1968 ai cupi The Velvet Undeground, passando per Jimi Hendrix, The Doors, Buffalo Springfield, i Pink Floyd di Syd Barrett, i Cream di Eric Clapton fino alle sorprese della scena tedesca e dell'Europa orientale dopo la caduta del Muro di Berlino e, non ultima, l'esperienza italiana, dal beat sessantottino al vivace post-punk degli anni Ottanta di Effervescent Elephants o Others. Il volume non manca di offrire approfondimenti sui riferimenti culturali della cultura psichedelica, dalla poesia al cinema, oltre a fornire recensione a oltre 250 tra i migliori dischi di rock psichedelico dal 1966 al 2020.
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È bastata una piccola distrazione di Mitsuki perché Aya scoprisse il suo segreto: l'affascinante ragazzo del negozio di dischi è proprio la sua timida compagna di classe. L'atmosfera tra le due si fa tesa: la musica che le ha unite riuscirà a guarire le loro ferite?
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Sin dalla fine dell'Ottocento i villini d'epoca caratterizzano il tessuto urbano di Riccione, tracciandone di riflesso la sua storia. In questo contesto s'inserisce la storia di Villa Antolini sulla quale il giovane autore Andrea Speziali ha svolto una certosina e meticolosa ricerca, che guida il lettore negli ambienti di quel "monumento" in stile Liberty, a Riccione davvero raro. Tra dettagli architettonici, interni ed esterni, attraverso una serie di rare immagini e una puntuale descrizione, turisti e residenti potranno così visitare idealmente le stanze di quel simbolo della Bella époque riccionese che resiste all'evoluzione urbanistica della città. Al nostro autore va dato merito di questo studio e soprattutto di aver scoperto che a firmare il progetto del fabbricato, autentico "gioiellino" incastonato tra il boulevard del Lungomare della Repubblica e Viale Milano, è stato Mario Mirko Vucetich, illustre architetto, nonché scrittore, scenografo e scultore di origine dalmata che operò soprattutto tra Friuli, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio. Una scoperta di notevole rilevanza, destinata a traghettare il nome di Riccione oltre i confini nazionali. Questa pubblicazione, attraverso la parte monografica, dedicata al futurista che ebbe contatti con Carlo Emilio Gadda, diventa così occasione anche per conoscere e rivalutare il poliedrico artista, nel tempo abbandonato.
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Come si forma il pensiero? Che cosa sono esattamente memoria, coscienza e mente? Davvero tutto quello che accade dentro di noi non è dovuto ad altro che a un fascio di impulsi elettrici? Quanto c'entra l'istinto e quanto la razionalità nelle scelte che facciamo? In "Che cosa abbiamo nella testa?" Edoardo Boncinelli e Antonello Calvaruso ci spiegano tutto quello che oggi sappiamo sul cervello e sul suo funzionamento. Grazie ai progressi della scienza ora siamo consapevoli che proprio il cervello è la casa dei pensieri, della mente, della razionalità, perfino delle emozioni. E anche se non esiste ancora una definizione univoca di «pensiero», sappiamo che ne convivono in noi due tipi: uno immediato - l'istinto che ci fa sottrarre la mano dal fuoco quando ci scottiamo - e uno complesso - che implica l'intervento della razionalità e comporta una valutazione delle variabili prima di compiere una qualsiasi scelta. Ma anche in questo caso siamo molto meno razionali di quanto crediamo, perché di fatto il nostro cervello risponde agli stimoli esterni in modo schematico, guidato dal retaggio della nostra evoluzione: tendiamo a prendere le decisioni rapidamente e col minimo sforzo, spesso cadendo in tranelli di cui nemmeno ci rendiamo conto. Con "Che cosa abbiamo nella testa?" Boncinelli e Calvaruso ci offrono una guida al cammino accidentato della ragione, alla scoperta di ciò che siamo e delle insidie che la mente infila fra i nostri pensieri, insegnandoci a riconoscerle per evitarle o servircene attraverso molti esempi in cui possiamo ritrovare le nostre esperienze quotidiane. Per comprendere meglio noi stessi, il nostro nucleo più autentico: forse la sfida più temeraria che possiamo affrontare. Postfazione di Domenico De Masi.
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La condizione delle detenute madri è una delle questioni più delicate e controverse degli ultimi anni che ha visto l'azione propulsiva del legislatore scontrarsi con le difficoltà del diritto vivente. La reclusione delle detenute con i propri figli conduce all'inevitabile paradosso di dover scegliere tra diritti fondamentali, tra pena della madre e libertà del minore. Vittime indiscusse sono i bambini che, oltre a subire la perdita degli affetti esterni, sono "prigionieri senza colpa" e costretti a vivere l'infanzia in condizioni diverse rispetto ai coetanei, perché privati di stimoli esterni. Un bilanciamento d'interessi delicato quanto complesso che viene esaminato in chiave critica analizzando la normativa italiana e le prospettive europee. L'obiettivo è la riflessione, la ricerca incessante di soluzioni per dare voce a un tema che appare periferico ma che cela in sé l'importanza di uno sguardo attento al futuro ed un progressivo riconoscimento di diritti "emersi" che scommetta sull'educazione come una forma di speranza per l'umanità.
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