Esplora il mondo della mitologia greca e scopri dèi onnipotenti e litigiosi, mostri terrificanti e coraggiosi eroi. Oltre 250 adesivi per vestire e preparare alle loro avventure personaggi come Zeus, Icaro, il Minotauro e tanti altri. Età di lettura: da 5 anni.
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Pubblicato in occasione della mostra monografica "Savinio. Incanto e mito" di prossima apertura (Roma, Palazzo Altemps), "Savinio. A-Z" ricorre all'ambiziosa e nobile forma enciclopedica per proporre, attraverso un racconto polifonico e un approccio multidisciplinare, un inusuale ritratto di uno dei protagonisti più eccentrici della cultura italiana del Novecento. Il volume si sviluppa come una vera e propria enciclopedia : una successione di 107 'lemmi' scritti da 31 autori che , 'scompaginando e scomponendo un ordine tradizionale', come spiega la curatrice Ester Coen, restituiscono la personalità versatile e poliedrica di Savinio, che è stato pittore, scrittore, musicista, costumista, scenografo, polemista, critico e molto altro ancora. Dalla A di "Achille Innamorato" alla Z di "Zeus Giove", passando per Cocteau (Jean), Gemito, Malaparte (Curzio), Mascagni (Pietro), "Teseo e Venere". Un viaggio sorprendente nell'universo dell'artista e nella cultura del Novecento europeo.
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Esistono dei frutti che hanno cambiato la storia del mondo: sono al centro di miti greci, pagine bibliche e leggende orientali; sono diventati la cura per debellare epidemie secolari; hanno condizionato lo sguardo di scrittori e poeti di tutti i tempi; su di essi sono stati edificati imperi economici internazionali. Questi frutti sono gli agrumi: limoni, arance, cedri, mandarini, e tutte le loro bizzarrie. Il loro primo nome, «esperidi», richiama le ninfe che insieme al drago Ladone custodivano i pomi d'oro del giardino di Zeus: i frutti più preziosi della terra, i più difficili da raccogliere. In Oriente, la loro rarità aveva fatto sì che in Cina nel III secolo a.C. esistesse un ministero degli Agrumi, che aveva il compito di procurare e inviare le arance alla corte dell'imperatore. I viaggi di questi frutti non si sono mai arrestati: per millenni hanno solcato gli oceani sulle navi mercantili di tutti i paesi. Sono stati addirittura il rimedio per un male che da secoli flagellava il mondo, lo scorbuto: James Lind a fine Settecento riuscì a trovare la cura proprio grazie al semplice succo di limone. Giuseppe Barbera ricostruisce una storia del mondo inedita, in cui le vicende umane girano attorno a un cedro o a un limone. Raccontare quest'avventura lunga venti milioni di anni non significa, però, sottolineare soltanto l'importanza degli agrumi nella cultura e nei giardini dei popoli più diversi. Vuol dire affermare ancora una volta che nello studio e nella cura del paesaggio, dei suoi frutti e della sua bellezza, si trova l'insegnamento più prezioso che possiamo ricevere per immaginare il nostro futuro.
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All'inizio era Caos, il vuoto primordiale, che celava in sé un'oscura forza generativa, una sorta di gorgo che conteneva ogni cosa. È da questo abisso senza fine che nacquero tutte le forme: Gea - la Terra - che partorì Urano - il Cielo - e poi unendosi a lui generò le stirpi divine dei Titani, dei Ciclopi, dei Centimani. Da questi nasceranno Crono, Zeus e tutte le divinità, le Ninfe e le Nereidi, i semidei e gli eroi... Con l'inesauribile capacità affabulatrice dell'epica antica, Giulio Guidorizzi ci trascina in questo libro - che prende le mosse dal primo volume dei «Meridiani» sul mito greco da lui curati - tracciando un itinerario alle origini della nostra civiltà. Il suo racconto rievoca le vicende variegate che hanno visto come protagonisti gli abitanti dell'Olimpo e del Tartaro, dei boschi, dei mari e delle fonti, con le loro umanissime passioni, mettendoli in relazione con i miti di altre tradizioni. Impareremo a conoscere Zeus, il padre degli dèi e degli uomini, Afrodite, la forza generatrice della natura, Atena, nata senza madre, Apollo, il più greco degli dèi greci, il signore delle acque Poseidone e la sua corte marina, il furfante Ermes e il folle Dioniso, e tante altre figure: le Muse, le Moire, i Dioscuri, e poi uomini e donne di tale bellezza da far innamorare gli dèi e creature talmente mostruose da far impazzire chi le incontra... Sono le storie che fanno parte del patrimonio di ogni uomo occidentale, uno scrigno di racconti, immagini, eventi, simboli che ciascuno di noi si porta dentro, spesso inconsapevolmente.
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In questo piccolo gioiello c'è in nuce tutto Bernhard: qui si ride, ci si commuove e si pensa. Il racconto che dà l'irriverente titolo al volume vede il Titano, ormai allo scorcio della vita, in fase di bilanci. Ha capito che la letteratura conta poco o nulla, e non gli resta che un unico desiderio: incontrare Wittgenstein. Convoca dunque a Weimar il filosofo, innescando una serie di esilaranti peripezie. Figura centrale nell'opera di Bernhard, Montaigne svetta nella seconda prosa, dove vediamo un giovane angariato dai genitori rifugiarsi nella torre avita e trovare lì l'unica alternativa all'orrore familiare: i libri, e nella fattispecie i libri di Montaigne. Se la famiglia è il luogo del castigo, della reclusione, dell'odio, della distruzione psicofisica, la torre, la biblioteca, i filosofi sono l'unica salvezza. Ilare e straziante è il terzo racconto, in cui due amici si incrociano in una stazione ferroviaria. E uno dei due si lascia andare a un continuo, trascinante "ti ricordi...?": ecco allora risorgere l'infanzia e genitori sadici, amanti della montagna, che costringono la prole ad arrampicarsi a ora antelucana, bardata con calzettoni e berretti rossi (per non sfuggire al soccorso alpino...). E se la madre, dispensatrice di ceffoni fisici e morali, pizzica sulla vetta la sua ridicola cetra, il padre affida a un album da disegno oscene vedute alpestri. A suggellare il congedo dai genitori sarà un grande falò di calzettoni rossi.
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