L'uomo può esprimere se stesso solo attraverso le sue relazioni, il confronto con gli altri e il dialogo costruttivo. L'universo umano è fatto di relazioni, da qui l'importanza della PNL, ossia della Programmazione Neuro Linguistica, nella comunicazione interpersonale, quindi, nelle relazioni fra gli uomini. Questo libro parla proprio dell'efficacia della PNL nei rapporti umani come procedimento usato da tutti gli esseri umani per codificare, trasferire, guidare e modificare il comportamento.
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Il "Seminario VIII" è uno dei più centrali dell'opera lacaniana. Freud aveva cominciato a definire il transfert come forma "artificiale" di amore che fungeva nel contempo da supporto all'atto interpretativo e da ostacolo che la cura dovrà appunto consentire di superare. Lacan conduce una sottilissima reinterpretazione della prospettiva freudiana, tesa a smarcare il transfert dalla sua natura di artificio usato strategicamente dall'analista, e a identificarlo a tutti gli effetti con una forma di amore autentico, al contrario dell'amore ordinario nutrito di inganno, dato che è rivolto a un oggetto che ne riflette in realtà un altro: Alcibiade, secondo Lacan, desidera Agatone, nonostante creda di desiderare Socrate. Il filosofo greco funziona, in un certo senso, come un analista, ovvero come colui che ha il "potere" di rivelare la verità intorno all'oggetto del desiderio. Però, a differenza della struttura amorosa in cui l'amato è l'oggetto che manca, l'analista indica con la sua presenza che ciò che manca è una mancanza in atto.
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In un articolo del 2023 è stato scritto che "non solo le donne nei film horror sono quasi sempre vittime, ma sono vittime anche nel processo di scrittura dei personaggi". È davvero ancora - e solo - così? Quello che è sicuro è che nella sua lunga storia il cinema dell'orrore ha usato le sue protagoniste in modi che oggi ci appaiono discutibili, superati e oltraggiosi. È altrettanto vero, però, che se nel cinema contemporaneo le cose stanno continuando a migliorare è perché dei rilevanti passi avanti si sono fatti per tutta la storia del genere, che di femminile si occupa a modo suo fin dalle sue origini. In questo percorso le autrici, attraverso l'analisi di ventiquattro pellicole, ne evidenziano le criticità ma anche i successi, in un viaggio storico che conduce dagli anni Sessanta ai giorni nostri e che mostra come il cinema dell'orrore sia quello più attento all'attualità e in grado di adeguarsi a una società in costante cambiamento. Prefazione di Marina Pierri.
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I maghi della Golden Dawn studiarono a fondo il linguaggio simbolico dei Tarocchi e ne trassero una serie di metodiche interpretative insuperate per chiarezza ed efficacia. Presso di loro, i Tarocchi venivano impiegati in due modi diversi: come sistema divinatorio in senso stretto e come soglie simboliche sull'Altra Realtà. Il libro riporta il significato delle singole carte dei Tarocchi - Arcani Maggiori e Minori - secondo gli insegnamenti della Golden Dawn; offre una serie di pratiche divinatorie con l'uso delle carte, insegna la tecnica della veggenza tramite le carte e descrive le visioni ottenute dai maghi dell'Ordine. Il mazzo usato è quello Rider-Smith, messo a punto da uno dei maggiori esponenti della Golden Dawn, Arthur Edward Waite.
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"Underdog" è un termine che nello sport viene usato per indicare squadre o atleti su cui nessuno avrebbe mai puntato, quelli dati per perdenti perché partiti da una condizione di sfavore, ma che poi sbaragliano tutti e vincono nello stupore generale. Un underdog è un animale strano, perché, anche quando trionfa, poi è costretto a continuare a superarsi per dimostrare a se stesso e agli altri di meritare tutte le proprie conquiste, di non essere un fuoco di paglia. Nel bene e nel male, questo carburante emotivo e mentale lo spinge all'eccellenza, a compiere l'incredibile, a non arrendersi mai. Anche quando nessuno ci crede racconta storie di underdog, campioni dello sport, attori, giornalisti, imprenditori, artisti che con le loro vite fatte di sogni, sudore, lavoro e successo hanno ispirato Gianluca Gazzoli. Nel suo podcast "Passa dal BSMT", infatti, Gazzoli in questi anni ha conosciuto persone fuori dal comune e ogni volta ha potuto collezionare piccoli e grandi insegnamenti, lezioni che ci possono aiutare a migliorare sia sul piano personale che professionale. In queste pagine l'autore cerca di trasmetterci quello che ha imparato e che continua a imparare confrontandosi con le grandi personalità passate dal BSMT. E lo fa soprattutto attraverso le storie di chi non ci è ancora passato ma potrebbe farlo. Vite di successo ma che, in realtà, sono nate da percorsi accidentati, composti da speranze disattese, sogni quasi infranti, fallimenti riscattati dalla voglia insaziabile di farcela nonostante tutto, anche quando ci dicono di mollare, che non vale la pena combattere per il nostro obiettivo. Da Kobe Bryant a Rick Rubin, da George Lucas a Phil Knight e tanti altri protagonisti, consigli, insegnamenti per trovare il proprio posto nel mondo. Che è lì, oltre i dubbi, le paure e i fallimenti e può essere raggiunto solo con tanta passione e lavoro, ma godendosi sempre il viaggio.
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Lo "Ise monogatari" ("I racconti di Ise") è una delle opere più conosciute e apprezzate della produzione letteraria del periodo Heian (794-1185). Nella versione ritenuta dagli studiosi più rappresentativa, si presenta come una raccolta di 125 brevi aneddoti (dan) incentrati sulla descrizione di momenti particolarmente salienti delle avventure amorose di un anonimo nobile di corte. Tradizionalmente interpretata come una biografia romanzata di Ariwara no Narihira (825-880), non rappresenta però solo un raffinato e ben congegnato canzoniere d'amore dell'antico Giappone. L'importanza e la popolarità dell'opera risiedono anche nella sua capacità di esprimere i dettami del codice estetico del fûryû, termine di origine cinese usato in Giappone per alludere all'aristocratica eleganza che infonde le esistenze dei protagonisti dei monogatari. Dopo il "Genji monogatari" (La storia di Genji, XI secolo), è di certo l'opera di letteratura classica che presenta il maggior numero di traduzioni in giapponese moderno e in lingue occidentali, di riduzioni in manga e di studi critici.
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Fra i simboli esoterici il Nodo di Salomone, conosciuto anche nodo di San Giovanni, o Templare, perchè da essi adottato, è quello che vanta una origine antichissima, come testimoniano le incisioni rupestri in Valcamonica. Graficamente esso è rappresentato da due o più anelli intrecciati tra loro in maniera indivisibile. Liberi nel movimento ma legati e costretti a convivere insieme perchè l'uno è necessario all'altro. È definito il simbolo dell'unione fra la divinità e l'uomo, ossia il legame fra il mondo terrestre e quello divino, il sigillo che blocca le forze del male. Nel medioevo tutto era simbologia. Il creato fu rappresentato visibilmente, in modo da guidare l'uomo verso la verità teologica, mediante l'intuizione simbolica della natura. Il Nodo di Salomone assunse la parte più significativa e, insieme ad altri segni, divenne il richiamo a concetti saturi di significati esoterici, specie in ambito templare, dato che i Cavalieri ne fecero largo uso. La sua presenza si segnala su colonne, mosaici, codici miniati, pavimenti, su oggetti e incisioni longobarde. Perfino tra gli Arabi il Nodo venne usato come elemento decorativo su elmi, scudi, corazze e diffuso nei motivi tipici dell'arte decorativa islamica. Nel Romanico fanno la loro comparsa anche altre figure simboliche, scolpite sui capitelli e nei portali delle chiese, quali il Green Man, l'Uomo Verde, chimere, aquile, draghi, cavalieri, tritoni, sirene. Simboli che, col Nodo, formano l'oggetto di queste pagine.
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