Sotto la penna di Michèle Saquin, conservatrice alla Bibliothèque nationale de France, scopriamo che i "gatti di biblioteca" passeggiano a centinaia sulle pagine dei libri, si rincorrono sui margini dei manoscritti medievali, si accucciano tra l'Adamo ed Eva di Dürer o fanno capolino dalla miniatura dell'arca di Noè. Selvatici o domestici che siano finiscono tutti nelle classificazioni di naturalisti come Buffon, che li detesta, o glorificati nei trattati di Moncrif e Champfleury, che li adorano. Candidi o lascivi posano per Callot, Hiroshige, Utamaro, Steinlen o Manet, Bonnard, Dufy, Picasso. Incarnano ogni sorta di ambiguità semantica grazie a Boucher, Toulouse-Lautrec, Foujita o Jules Chéret, e i loro "occhi belli misti d'agata e metallo", celebrati da Baudelaire, si fissano per l'eternità nell'obiettivo dei fotografi. Sorridenti secondo Grandville, o con gli stivali per Gustave Doré, spesso caustici e quasi mai innocenti, i gatti popolano le favole: da Esopo ai cantastorie persiani, da La Fontaine a Collodi, fino a guadagnarsi un posto nel panteon delle muse, condividendo l'intimità di poeti e scrittori come Montaigne, Hoffmann, Carroll, Hugo, Lear, Colette, Eliot, Kipling, Neruda... Prefazione di Pierre Rosenberg.
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La conoscenza che abbiamo delle opere latine dell'antichità e del medioevo è legata all'affascinante percorso attraverso il quale sono giunte fino a noi. Saper decifrare questo percorso è un presupposto necessario per la ricostruzione e la comprensione dei testi originari. Il volume, in una nuova edizione aggiornata alle più recenti acquisizioni della ricerca, propone una storia sintetica della trasmissione delle opere latine, dall'antichità fino alla prima età moderna, e illustra i metodi critici con cui i filologi di oggi analizzano quanto è tramandato nei manoscritti, alla ricerca delle forme primitive. I casi di studio sono divisi in due serie: la prima presenta alcuni importanti momenti della trasmissione storica dei testi, a partire dalla loro circolazione antica fino all'esame di cui furono oggetto nell'età umanistica; la seconda esemplifica i principali punti del metodo critico, prendendo in considerazione le opere di alcuni grandi scrittori latini classici e medievali, da Lucrezio ad Apuleio, da Tacito a Dante.
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La massoneria Andersoniana è stata costruita su documenti riguardanti esclusivamente le tradizioni tarde delle isole britanniche, come il Poema Regius, del 1390, o il Manoscritto di Kooke, del 1410, certamente importanti ma non quanto alcune costituzioni continentali adottate dai monaci benedettini tra l'VIII e l'XI secolo, come quelle cluniacensi e hirsaugiensi, o dalle corporazioni civili a partire dal XIII secolo, come la Charta di Bologna, del 1248, il regolamento e le prescrizioni dei massoni della città di Bruges, del 1441, lo statuto dei tagliatori di pietre di Strasburgo, del 1459, le ordinanze di Torgau, del 1462, gli statuti del mestiere dei massoni della città di Maline, del 1539, che, se presi nella giusta considerazione all'atto della formazione dell'apparato etico e rituale della massoneria speculativa, avrebbero potuto fornire una visione più aderente alle sue origini, cioè alle strutture massoniche medievali.
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Provenza, Costa Azzurra e Corsica: tre mondi diversi, accomunati dal calore dell'atmosfera mediterranea. Stupende fotografie raccontano in questo volume le meraviglie della Provenza, i borghi medievali e i campi di lavanda, tra i monumenti antichi di Arles, i paesaggi naturali delle Alpi, l'abbagliante biancore della Camargue. Si passa poi alla Costa Azzurra, con i suoi pini marittimi piegati dal vento, le calette e i villaggi di pescatori che fanno da contorno al fascino in stile Belle Époque del centro storico di Nizza. E poi c'è la Corsica, circondata da acque cristalline e punteggiata da bellissime spiagge, baie e porticcioli, con le sue colline ricoperte dalla profumata boscaglia, detta maquis... Per un viaggio straordinario nel Mediterrano francese.
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La prima parte di questo libro raccoglie studi riguardanti la collocazione storico-culturale dell'opera dantesca, della quale si sottolineano sia gli aspetti che trascendono i limiti del pensiero e delle convenzioni culturali medievali, sia quelli che partendo dai saperi giuridico, scientifico e letterario del Medio Evo, sviluppano con genialità spunti essenziali per la concezione stessa della Commedia. Una vasta e approfondita conoscenza dei trattati di fisica, di geografia, di astronomia e astrologia composti da scienziati arabi e medio-latini quali Alhazen, Vitellione, John of Holiwood, Albumasar, Guido Bonatti, ecc. consente all'autore di affrontare e risolvere questioni storiche ed esegetiche rimaste finora irrisolte, come la determinazione del giorno preciso in cui Dante nacque, che qui si stabilisce sulla base di una testimonianza finora ignorata e di un'analisi delle sparse allusioni astrologiche fornite da Dante stesso. La seconda parte comprende saggi dedicati a luoghi della "Commedia" e a personaggi quali Ulisse, Brunetto Latini e Cacciaguida; e si conclude con una rilettura complessiva del poema - "Dante giudice pentito" - in cui se ne studia l'itinerario compositivo rilevando i momenti in cui il Poeta modifica o ritratta più o meno esplicitamente, in corso d'opera, giudizi e condanne.
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