Sgomberando la soffitta della nonna, Andrea s'imbatte in un vecchio libro polveroso e in uno strambo cappello a punta. Scopre così di essere l'ultimo discendente di una stirpe stregonesca: i Kazam di Verdeluna. Suo padre e le altre streghe pensano che scope volanti e calderoni siano "cose da femmine"... Andrea, invece, non vede l'ora di fare lo 'strego'! Età di lettura: da 9 anni.
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Il romanzo è una storia di vera integrazione che profuma di bergamotto e che ha il rumore del mare di Scilla, solcato dalle spadare. E costituisce, inoltre una sorta di "sliding doors" per il giovane Kamal che si ritroverà a breve a prendere la decisione più difficile e importante della sua vita.
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"Che la sera ci colga lottando" ricostruisce, tenendo insieme l'andatura del saggio, del racconto e della testimonianza, il percorso biografico e teorico di Guglielmo Minervini, figura chiave di quelle stagioni di cambiamento che hanno attraversato, tra la fine del Novecento e l'inizio degli anni Duemila, alcune regioni del meridione e d'Italia. Raffinato intellettuale di formazione cattolica (fondatore, tra l'altro, della "Casa della pace" insieme a don Tonino Bello) Minervini, precocemente scomparso a cinquantacinque anni, nel 2016 è stato il protagonista di una vicenda esistenziale e di elaborazione teorica, breve ma densissima, generatrice di un pensiero meridionalista incentrato sul pacifismo attivo, il Mediterraneo, la prassi ecologista e dei beni comuni. Un'eredità preziosa che il libro di Andrea Colasuonno pone finalmente all'attenzione dei lettori. Prefazione di Alex Zanotelli.
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