Radical Chic è il libro ideale per capire il vero retroterra politico e culturale del pensiero unico politicamente corretto. Dall'istruzione all'economia, dalla storia all'attualità, dalla geopolitica alla cultura vengono sfatati in modo leggero e divertente tutti i miti pro-global ai quali siamo quotidianamente esposti e le loro pretestuose retoriche, sempre più incapaci di nascondere il distacco tra l'alto e il basso della nostra società, tra chi con il cosmopolitismo imperativo per tutti ci guadagna e chi, ogni giorno, perde diritti, spazi democratici e possibilità di emancipazione a casa propria.
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Fra i tanti primati di Torino c'è quello di essere la prima Guida Verde di città aggiornata e rinnovata al tempo del lockdown. Una metropoli in grande spolvero e fermento (economico, sociale, culturale, turistico, calcistico...) che all'improvviso si è ritrovata vuota, immobile, i grandi spazi dilatati all'ombra delle mansuete colline. Alcuni hanno detto: bellissima. Torino è città che allena alla profondità di sguardo, osserva lo scrittore torinese Enrico Remmert che in questa guida ci accompagna a piedi lungo i portici indugiando nelle piazzette nascoste e fra le bancarelle dei mercati, raccontando il melting pot dei quartieri, l'amore per la cultura al Salone del libro ma soprattutto dentro le librerie storiche, i fantasmi della reggia di Venaria. Sempre dosando con ironia meraviglia e contraddizioni: Torino regale e operaia, Torino ordinata ed enigmatica, Torino medievale e liberty, Torino musona ma fino al 2020 con la più alta percentuale in Europa di locali, bar e ristoranti per abitante. Torino città-laboratorio che ha inventato tutto in Italia - la moda, la televisione, il cinema, la pubblicità... - ma poi se l'è fatto sfilare di mano. Insomma una Guida Verde sui generis che alla consueta, ricchissima proposta turistica di luoghi mainstream e alternativi affianca pillole narrative, stimoli, provocazioni. Da leggere, anche senza partire.
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"Lavazza Design People" ripercorre la storia delle collaborazioni che nel corso degli anni Lavazza ha sviluppato con numerosi designer internazionali, a partire dalla Collezione Segno del 1996, con l'iconica tazzina, per arrivare fino a oggi. Il racconto di Virginio Briatore è accompagnato da fotografie, immagini e disegni che permettono di entrare nel vivo dei progetti, che si tratti di prodotti - da rinnovare o inventare -, oppure di spazi da immaginare. Filo conduttore è naturalmente il mondo del caffè, in cui Lavazza rappresenta un'eccellenza e un centro di sperimentazione: l'azienda ha dato vita così al settore innovativo del coffee design, esclusivamente dedicato a un prodotto molto difficile da trasformare come il caffè, nelle sue molte possibili declinazioni. Una capacità di rinnovarsi che, come racconta questo libro, è cresciuta nel tempo grazie al costante dialogo con il mondo del design e dei designer: "Il design è, anzitutto, un incontro di persone".
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