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  1. Pensa che cretino che è l'amore

    "Io e Luca Gamberini ci siamo conosciuti a Bologna in un caldissimo pomeriggio di giugno, ma forse era luglio. Sicuramente eravamo a Bologna e sicuramente faceva un caldo atroce. Io stavo sudando le proverbiali sette camicie anche se avevo solo una camicia di riserva e facevo le prove microfono su un palco dove la sera mi sarei esibito in un reading. Luca mi guardava da sotto il palco. Era piuttosto coraggioso da parte sua stare sotto il sole di Bologna a circa quaranta gradi. Siccome mi fissava in modo insistente mi sono appropinquato al bordo del palco, escludendo ottimisticamente che si trattasse di uno psicopatico che voleva uccidermi. In effetti ci ho preso. E di cosa abbiamo chiacchierato in quel tardo pomeriggio bolognese? Per lo più di una delle cose che ci sta massimamente a cuore: di poesia. D'altra parte di cosa dovrebbero chiacchierare un poeta giovane e uno meno giovane prima di uno spettacolo di poesia? Abbiamo aperto una bottiglia di vino bianco e ci siamo parlati. Credo di avere anche offerto del formaggio a Luca, ma lui lo ha saggiamente rifiutato. Abbiamo parlato di cosa sia oggi fare poesia per noi, dell'andare in giro per le città, leggere le nostre cose davanti alle persone, se si ha fortuna rendere qualcuno felice con la propria roba, scrivere libri, avere a che fare con le case editrici, quelle piccole e quelle grandi. Abbiamo parlato di inclusione e di passione e dell'importanza di esserci e di non risparmiarsi e lui, come si conviene a un giovane poeta, mi ha chiesto dei consigli, e io, al terzo bicchiere, ho finto di saperglieli dare. E intanto che Luca mi mitragliava di complimenti e il mio ego bulimico veniva nutrito, a Bologna scendeva la sera e il cielo prometteva una bella notte. A un certo punto Luca mi ha raccontato delle cose di sé. Per esempio che lui va in giro per le città e i paesi e i villaggi d'Italia con una Olivetti Lettera22 e scrive poesie espresse per chi ne ha bisogno. Tu ti metti seduto davanti a lui, che sta seduto davanti alla sua macchina da scrivere, e improvvisa una poesia per te. È una cosa che non sarei capace di fare neanche per scherzo. Perciò sapete che vi dico? C'è vento forte, teniamoci stretti, magari con una #poesiaespressa." (Guido Catalano)

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  2. Io proprio io: Antonello Falqui

    Si dice Antonello Falqui e subito di pensa al varietà televisivo di cui il Regista è stato inventore, cultore appassionato e maggiore interprete, sempre con la capacità di tenere insieme il gusto, lo stile, il ritmo e la contemporaneità dei linguaggi. Il primo autore riconoscibile per raffinatezza, classe, distinzione, ricerca della perfezione nella galassia di quanti hanno dato vita, da autentici pionieri, alla tv del servizio pubblico, nei lontani anni '50. Tanti i successi che hanno illuminato la sua carriera e contribuito al cambiamento dei costumi del nostro Paese. Basti ricordare Il Musichiere, Canzonissima, Studio Uno, Millelluci e i personaggi che Falqui ha incoraggiato o lanciato: Mina, Raffaella Carrà, Heather Parisi, le gemelle Kessler, Milva, Don Lurio, Nino Manfredi, Delia Scala, Paolo Panelli ed altri ancora. Falqui ha rappresentato l'espressione più alta del varietà televisivo classico, l'eleganza formale, gli ampi e maestosi movimenti di macchina e la proposta del numero internazionale costituiscono certamente il marchio di fabbrica del più formidabile regista del varietà televisivo tradizionale. Tutto questo e molto altro ancora è raccontato in questo volume

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  3. Il cacciatore celeste

    Ci fu un'epoca in cui, se si incontravano altri esseri, non si sapeva con certezza se erano animali o dèi o signori di una specie o demoni o antenati. O semplicemente uomini. Un giorno, che durò molte migliaia di anni, Homo fece qualcosa che nessun altro ancora aveva tentato. Cominciò a imitare quegli stessi animali che lo perseguitavano: i predatori. E diventò cacciatore. Fu un processo lungo, sconvolgente e rapinoso, che lasciò tracce e cicatrici nei riti e nei miti, oltre che nei comportamenti, mescolandosi con qualcosa che nella Grecia antica fu chiamato "il divino", tò theîon, diverso ma presupposto dal sacro e dal santo e precedente perfino agli dèi. Numerose culture, distanti nello spazio e nel tempo, associarono alcune di queste vicende, drammatiche ed erotiche, a una certa zona del cielo, fra Sirio e Orione: il luogo del Cacciatore Celeste. Le sue storie sono intrecciate in questo libro e si diramano in molteplici direzioni, dal Paleolitico alla macchina di Turing, passando attraverso la Grecia antica e l'Egitto ed esplorando le connessioni latenti all'interno di uno stesso, non circoscrivibile territorio: la mente.

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  4. Ken Falco il Super Bolide 1976 Machine Hayabusa DieCast Car Model Jungle Japan

  5. GEFU 28300 macchina per pasta e ravioli Macchina per la pasta manuale

  6. Viaggio nel tempo 10

    Per mille mozzarelle, Benjamin, Trappy e Brividella sono spariti con il Quantix Explorer, la super Macchina del Tempo inventata da Ficcagenio... Dobbiamo subito riportarli a Topazia nel presente! Non solo: anche la perfida Madame No è partita per un Viaggio nel Tempo e vuole rubare gli abiti più preziosi delle regine del passato. Ci aspetta un'avventura stratopica! Età di lettura: da 7 anni.

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