Il volume affronta la storia delle tecniche di schedatura finalizzate a sostenere il lavoro dello studioso e dello scienziato, a partire dalla tradizione retorica classica fino ad arrivare all'invenzione moderna del primo schedario ordinato in modo alfabetico e usato come «macchina di erudizione». Il volume è arricchito da una scelta dei testi più significativi, tradotti in italiano, che hanno accompagnato il dibatti1o sull'arte della schedatura dall'inizio del XVII fino alla seconda metà del XX secolo.
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Una macchina da presa per sapere, una macchina da presa per conoscere. Ma anche un montaggio sapiente, un lungo e difficile lavoro di ricerca, una attenta selezione di ciò che deve essere raccontato e filmato, e di ciò che può essere lasciato fuori. Sono questi alcuni degli ingredienti che danno sapore al documentario come genere cinematografico, al pari del cinema di finzione capace di costruire significati e significanti nuovi. Sono i primi anni Trenta del secolo scorso quando si comincia a parlare di "documentario", che si trasforma subito nella sua "sorella" docu-film di area anglo-americana, fino ad approdare sulle nostre spiagge assolate, dove diventa film-inchiesta: e scopre, nella luce meridiana, fin troppi fatti oscuri... Sarà proprio analizzando due esempi di film-inchiesta che hanno gettato nuova luce su eventi della nostra storia recente, che Alessandro Tartaglia Polcini dimostrerà come questo particolare genere cinematografico (di cui nel testo esplora definizioni, caratteristiche, limiti e virtù) possa essere considerato giornalismo a tutti gli effetti. Un giornalismo che si fonda sul coraggio: del regista, degli autori, dei produttori e anche degli spettatori, che decidono di spegnere il flusso indistinto e magmatico di informazioni che arrivano dal web, per scegliere una "visione d'autore". Con tutta la responsabilità critica ed etica che questa comporta. Un saggio nato per gli studenti, che diventa un volume fondamentale per chi desideri sapere come costruire informazione seria e indipendente oggi nel nostro Paese.
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Nell'Europa fra Quattro e Settecento, larga parte della società era non solo schiacciata dal peso degli status piramidali, immodificabili per legge divina e volontà regale, ma anche oltraggiata dalla fame e dalla miseria, tiranneggiata dall'uso quotidiano di pani ignobili, spesso mischiati volontariamente con erbe e granaglie tossiche e stupefacenti. Mentre i Galilei, i Cartesio e i Bacone fabbricavano una macchina del mondo razionale e ordinata, la sottoalimentazione cronica e l'ubriachezza domestica generata da queste droghe campestri e familiari lanciavano il corpo sociale in un viaggio onirico di massa, in trance ed esplosioni dionisiache che coinvolgevano interi villaggi, nei meandri di un immaginario collettivo demonico e notturno che compensava un'esistenza invivibile, alle soglie dell'animalità. Nel "Pane selvaggio" Piero Camporesi, ricorrendo a un'ampia campitura di fonti letterarie d'età moderna, racconta un'umanità narcotizzata, preda di una colossale vertigine oppioide, che viveva in un mondo di squallida apatia intellettuale e morale e di disinteresse per le cause più alte, sprofondata in un universo fantastico. Un'umanità, tuttavia, che ancora conosceva la percezione extrasensoriale della realtà, forme di coscienza e di scienza diverse da quelle, a una sola dimensione, della razionalità, e che dunque ancora poteva attingere ai serbatoi onirici che l'interdizione delle erbe allucinogene ha poi distrutto. Prefazione di Umberto Eco.
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Questo libro è stato scritto per l'uomo occidentale, trascinato dal turbine della vita moderna. Per colui il quale abbia sentito il richiamo dell'Assoluto e soffra del disaccordo che ogni giorno si manifesta tra sé e il mondo, quest'opera costituisce un punto di partenza verso la Realizzazione, la Conoscenza, la Beatitudine. Creatore del mondo moderno, l'uomo è divenuto schiavo della sua opera. Preso nell'ingranaggio della gigantesca macchina nata dalla sua mente, egli cerca inutilmente di sfuggirle, come se si trattasse di un qualcosa di estraneo, senza rendersi conto che sta a lui, e che è in suo potere, disfare ciò che ha fatto. In un linguaggio chiaro ed accessibile a tutti, "Yoga per l'Occidente" traspone sul nostro piano occidentale e pratico l'antica saggezza dell'insegnamento mistico orientale. Il metodo esposto non ha nulla di rigido, essendo compito di ognuno adattare alle proprie possibilità fisiche e morali, alle proprie condizioni di vita, il sistema dello Yoga semplificato. Questa guida permette di raggiungere con i propri mezzi le necessarie rivelazioni e di intraprendere la grande via verso la liberazione, alla ricerca di una realtà interiore e superiore. Nello Yoga, infatti, ciascuno è per se stesso la via e insieme il mezzo.
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Conosci la voce del silenzio? Ti fidi del buio? Ti fidi di te stesso? Devi trovare una risposta, o sarà troppo tardi. Spagna, località di Las Marinas. Il buio della notte avvolge le viuzze del paese e il mare è nero come la pece. Julia ha perso la strada di casa: è circondata dal silenzio e sente solo la voce del vento che soffia dal mare. Non ricorda cosa sia successo: era uscita a prendere del latte per suo figlio, ma sulla strada del ritorno all'improvviso si è ritrovata in macchina senza soldi, documenti e cellulare. In pochi minuti quella che doveva essere una vacanza da sogno si è trasformata in un incubo. Per le strade non c'è nessuno, le case sulla spiaggia sembrano tutte uguali e Julia non riesce a ritrovare l'appartamento nel quale l'attendono il marito Félix e il figlio di pochi mesi. Tra le vie oscure e labirintiche c'è solo una luce, quella di un locale notturno. A Julia non resta altra scelta che raggiungerlo, nella speranza di trovare qualcuno che l'aiuti. Qui, quasi ad aspettarla, c'è un uomo, affascinante, con la barba incolta e l'accento dell'Est Europa, che sembra sapere tante, troppe cose su di lei. Si chiama Marcus: Julia ha la sensazione di averlo già incontrato da qualche parte. Fidarsi di lui è facile. Eppure Marcus non è quello che sembra e nasconde qualcosa, come ha appena scoperto anche Félix, che sta cercando in tutti i modi di riavere Julia con sé. Ma la donna può affidarsi solo a sé stessa. Deve ascoltare il vento che continua a soffiare intorno a lei. Deve capire cosa sta accadendo. Perché è lì, nel suo istinto di sopravvivenza, che può trovare finalmente la strada di casa. Dopo l'incredibile successo di Il profumo delle foglie di limone, un fenomeno editoriale unico, nella classifica dei bestseller per oltre due anni, Clara Sánchez torna con un romanzo dalla forza dirompente. "La voce invisibile del vento" racconta una storia di fiducia e di perdono, di colpa e di memoria individuale, di amore e di segreti, una storia che sarà impossibile dimenticare.
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Perché non ci sentiamo mai abbastanza? Perché, a volte, ci sembra di vivere la vita di qualcun altro? Quanto siamo disposti a rischiare davvero per inseguire i nostri sogni? Sara Melotti aveva tutto: un lavoro come fotografa di moda, viveva a New York, guadagnava benissimo. Eppure, un giorno, decide di mollare tutto perché capisce che il suo lavoro contribuisce ad alimentare standard di bellezza irreali. Così inizia a usare la sua macchina fotografica in maniera diversa, a viaggiare in solitaria in giro per il mondo in cerca del vero significato della parola bellezza. Viaggiando e scrivendo i suoi pensieri sul suo blog la sua vita prende una piega completamente inaspettata, una scelta anomala ma che per Sara è l'unica strada giusta: quella che permette di rimanere fedeli a se stessi, ai propri sogni e alla propria visione del mondo, senza il peso dei giudizi altrui. "La felicità è una scelta" è un reportage avventuroso sui cambiamenti che avvengono nel corso della propria vita e allo stesso tempo un ritratto generazionale potente e autentico, un manifesto per sognatori e cinici, una riflessione sul senso della vita oggi e sulle questioni sottaciute nel nostro rapporto con i social. Una guida illuminante su come difendersi dalle trappole dell'effimero e trovare significato nella propria esistenza. Postfazione di Emma Bonino.
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Il corpo umano è una macchina complessa in cui una miriade di componenti deve svolgere il proprio compito in perfetta sincronia. Nel bel mezzo di quest'attività frenetica, un giovane e inesperto globulo rosso alle prese con la sua prima consegna di ossigeno scopre che uno degli incarichi più importanti è la difesa dagli aggressori esterni... il lavoro dei globuli bianchi!
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