Un viaggio nel tempo disperato ed elettrizzante elettrificato in cui tutto o quasi era possibile, cambiare il mondo, cambiare nome, non cambiarsi per settimane, pubblicare dischi senza saper suonare o finire fulminati da un proiettile in mezzo alla strada. Un viaggio fatto a bordo della scassatissima macchina del Rock demenziale e dei suoi fondatori: gli Skiantos, e dei semi che hanno germogliato intorno a loro o, a volte, lontanissimo da loro.
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Papero Da Vinci celebra uno dei più grandi geni: Leonardo da Vinci. Il volume si apre con l'inedito racconto illustrato dedicato a Leonardo, a seguire troviamo tre storie a fumetti, sempre dedicate a Leonardo da Vinci, con protagonisti topi e paperi. Il racconto illustrato è ambientato in una Milano, popolata dai personaggi Disney, dove il Duca di Milano vuole far realizzare un maestoso monumento a Leonardo. Poiché pare che il genio faccia fatica a concentrarsi sul progetto, dovrà essere affiancato da qualcuno che possa tenerlo d'occhio. I prescelti per questo ardito compito sono Paperino e l'amico Paperoga, che riescono a trovarsi sempre in situazioni complicate, e Paperino si offrirà come volontario per collaudare una macchina volante... Le tre storie a fumetti, ambientate nel passato e legate al capolavoro di Leonardo, sono Topolino e il segreto della Gioconda, La sfortunata historia di Paperardo da Perdi e La vera storia di Minni Lisa. Età di lettura: da 7 anni.
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Va verso nuovi territori l'opera di Maurizio Cucchi, che in questa "Scatola onirica", oltre a indagare un nuovo spazio topografico - Casa Cucchi, località in provincia di Pavia -, declina la ricerca identitaria lungo un più temerario viaggio, verso una lingua primigenia, fino al «primitivo mugugno» dell'«homo ergaster». Diviso in sette sezioni, "La scatola onirica" si apre sulle connessioni frammentarie di un antico Quartiere di lignaggio, sede di genti ancora estranee all'«homo oeconomicus», realtà in cui la tensione etica si esprime sempre attraverso una «geografia del minimo». Ma Casa Cucchi non è che il luogo propedeutico di ritorni memoriali, concessi dalla dimensione del sogno. Non a caso la seconda sezione, Macchina onirica, ci restituisce l'antitesi tra sonno e veglia, intervallo in cui passato e presente si saldano. Il sonno dilata l'epica di un frammento ricco di congiunzioni, quasi un'unità anelata rispetto al «precario esserci» del reale. Tutto è ricondotto al potenziale illimitato (e sconosciuto) della mente, fino quasi a metterne in dubbio l'esistenza nell'ultimo capitolo, Mente cielo materia. D'altra parte pochi poeti come Maurizio Cucchi sanno abitare lo spazio frontale del tragico, con disinvolta levità, mai riparato da alibi consolatori. Riappare, in Sfiorando l'afasia, un remoto personaggio come Sabatino, ossessionato dall'etimologia, la stessa che ci conduce a evidenti contraddizioni semantiche che si sviluppano nella mobilità di temi e di molteplicità metrico-prosodiche. Una possibile risposta al rischio afasico si evidenzia nella sezione L'immagine, la parola. Dalle opere di ventidue grandi artisti, il poeta traccia una riflessione filosofica e sociale. Se Cucchi da sempre ci ha messo a parte della potenza evocativa del frammento, qui le sconnessioni si inabissano nel mistero contraddittorio della lingua, per giungere infine a un rapporto frontale tra immagine e parola, tra etica ed estetica, parafrasando l'anima di ogni opera rappresentata, che non è che il riflesso - spoglio di autoinganni - delle nostre vite.
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