È la Vigilia di Natale a Gracetown. Scende la neve, i regali sono già sotto l'albero e le luci brillano per le strade. Sembra tutto pronto per la festa, ma una tormenta arriva a sparigliare le carte. Così si può rimanere bloccati su un treno in mezzo al nulla e vagare per la città fino a incontrare un intrigante sconosciuto. Oppure prendere la macchina per raggiungere una festa che promette di essere memorabile, per scoprire che l'amore è più vicino di quanto pensassimo. O ancora ritrovare qualcuno che si credeva perduto, ma solo dopo una giornata piena di imprevisti e di ...maiali.
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Il 'Manuale di gestione assicurativa. Regolamentazione, management, produzione e distribuzione', grazie al supporto di studiosi del settore e di practitioners, coniuga la trattazione di tematiche prettamente teoriche con quelle più squisitamente operative, cercando di rendere maggiormente comprensibili i complessi «meccanismi» di funzionamento della «macchina» assicurativa. Per questo motivo, il "Manuale" può considerarsi un valido supporto didattico per coloro che si avvicinavano alle tematiche della gestione assicurativa nell'ambito dei corsi universitari e, al contempo, per chi, al di fuori dell'ambito accademico, è coinvolto a diverso titolo nel mondo delle compagnie di assicurazione. Il volume contribuisce fattivamente a identificare i modelli per la costruzione di una «teoria manageriale» dell'impresa assicurativa, approfondendo le varie funzioni aziendali in un contesto dinamico di trasformazione dei modelli di business e di evoluzione del quadro normativo L'articolazione dei temi trattati riflette la scelta di privilegiare una struttura modulare, articolata in due parti. La prima parte, muovendo da concetti introduttivi, approfondisce aspetti inerenti alla gestione tecnica e patrimoniale delle imprese di assicurazione, ai rischi, al bilancio redatto secondo i principi contabili "local" e quelli internazionali, ai requisiti patrimoniali, alla Vigilanza, nonché all'impatto della digital trasformation all'interno del comparto assicurativo. La seconda parte mira a dare adeguata contezza degli aspetti che attengono alle regole che disciplinano la distribuzione assicurativa e riassicurativa, ai canali distributivi, alla produzione assicurativa danni e vita, nonché alla previdenza complementare ed integrativa.
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"Postcritica" è termine che di recente s'è fatto strada nel campo della critica letteraria, della filosofia e della sociologia. Nasce come reazione al progressivo infiacchimento dei grandi paradigmi teorici del Novecento, in particolare quelli che della teoria facevano una tecnica di smascheramento e denuncia delle condizioni di dominio e alienazione. Secondo la critica tradizionale, gli attori sociali non sono perlopiù in grado di avvedersi delle condizioni che garantiscono e nutrono gli squilibri di potere: hanno bisogno di teoria, ovvero di un sapere specialistico, che renda loro visibile quanto è invisibile, cioè i meccanismi occulti e taciti che stabilizzano distinzioni e differenziali. La postcritica mette in questione non tanto l'esistenza di questi meccanismi, quanto il ruolo che la teoria critica assegna a sé stessa. Per paradosso, un pensiero che pretenda di fungere da macchina del disincanto potrebbe finire col rafforzare le dinamiche che pretende di erodere. Nei suoi vari contributi, che attraversano diversi campi del sapere, questo libro vuole spiegare come e in che senso la teoria sia chiamata a cambiare il proprio statuto e la propria funzione. Capitolo dopo capitolo, il testo fa uso dei materiali più disparati: libri, note, poesie, opere d'arte e d'artigianato, atti di sovrano coraggio e di composta viltà. Pezzi di quell'apparato che chiamiamo "vita ordinaria" e che la postcritica esamina senza affidarsi ruoli salvifici, da composta osservatrice che non intende cambiare il mondo quanto viverlo.
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Melchiorre Sessa e i suoi eredi furono, prima di tutto e in senso pieno, editori. La loro attività si estendeva sui due versanti dell'editoria, quello della produzione e quello della vendita dei libri. Da una parte erano attenti agli autori, ai testi e alla loro resa tipografica, in una parola alla formazione del catalogo, anche grazie ad accordi con altri tipografi più di loro versati in particolari tipi di testi. Sul versante delle vendite i Sessa si inserirono con efficacia su una rete commerciale già ben consolidata che, partendo da Venezia, consentiva di far giungere ogni sorta di mercanzie in tutta Italia. Dobbiamo, pertanto, essere grati a Silvia Curi Nicolardi che, in anni di continuo lavoro in archivi, biblioteche e ultimamente anche sulla rete, ha costruito questa bella macchina di documentazione e di analisi delle edizioni di Melchiorre Sessa, cui possiamo d'ora in poi attingere con grande profitto per la conoscenza della sua produzione editoriale, specchio fedele della vita e della cultura veneziana e italiana del Cinquecento.
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