Stazione ferroviaria del Brennero, aprile 1944. Nel vagone blindato del primo convoglio uomini armati sorvegliano a turno 20 casse di legno, sulle quali troneggia il simbolo del Terzo Reich. Ma sullo stesso binario, avvolta dalla notte e dalla nebbia, un'altra macchina a vapore si avvicina a fari oscurati. È di fabbricazione belga ed è senza scorta. Il destino di quel trasporto speciale e le scelte di un drappello di coraggiosi uomini avranno delle conseguenze sulle loro famiglie, fino ai giovani nipoti e ai giorni nostri. Il nonno Ermanno porta la grande Storia con sé, le luci e le ombre della Resistenza italiana. Ideali pericolosi di falsi miti e superiorità razziali, contro le quali aveva combattuto, continuano però a vivere sotto la cenere. Toccherà quindi alla terza generazione della famiglia Presenti mettere le cose al proprio posto e chiudere il cerchio. Quello che all'inizio sembra un romanzo storico, si trasforma in un racconto di avventura e sfocia in un thriller serrato e incalzante.
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Non possiamo comprendere pienamente il mondo in cui viviamo se non abbiamo contezza della macchina retorica che opera incessantemente sotto la soglia della nostra coscienza. Questo è il messaggio che Domenico Alessandro De Rossi, architetto, urbanista e docente dell'Università del Salento, recapita al lettore di questo saggio. È un volume ricco di informazioni, immagini, suggestioni ed esempi la cui lettura non può non risultare stimolante a chiunque sia interessato a capire perché alcuni messaggi sono più potenti di altri. De Rossi dispiega una enorme erudizione, nonché una esposizione di rara chiarezza ed efficacia. Se fosse mancata la persuasività, in un libro sull'arte della persuasione, ci saremmo trovati di fronte a un vero e proprio ossimoro bibliografico. Così, non è. Il libro non tradisce le attese.
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