Viviamo una condizione digitale popolata da macchine pensanti, dove l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie elaborano fatti e idee ridefinendo i confini della nostra esistenza. Trasformare i problemi dell'umanità in numeri ed equazioni, però, non equivale a risolverli, e delegare le decisioni a computer e algoritmi - che sempre più tendiamo a percepire come creature superiori - rischia di macchinizzare la nostra specie svilendone le più preziose peculiarità e le strutture valoriali. In questa ottica, Noi e la macchina intende porre le basi per un processo collettivo di formazione, un luogo di pensiero e una struttura di dialogo per far rifiorire l'umano nella stagione di quella che sembra essere una machina sapiens che compete con noi e sembra destinata a surclassarci. Benanti e Maffettone ci guidano in un viaggio che parte dalla consapevolezza delle sfide e delle opportunità offerte dal digitale, analizzando criticamente l'impatto delle tecnologie sulla sfera pubblica e sul benessere collettivo. Gli autori arrivano a delineare un concetto rivoluzionario, la "sostenibilità D", proponendo una nuova etica capace di armonizzare progresso tecnologico ed equità sociale, ponendo l'individuo al centro di un modello di sviluppo sostenibile che non lascia indietro nessuno. Attraverso un'architettura di sistema attenta al design e alla resilienza, il libro offre soluzioni concrete per un futuro in cui la tecnologia.
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Anno 2029. Dopo le devastanti guerre del Ventesimo secolo, i governi di tutto il mondo si sono uniti per scongiurare ulteriori conflitti. A garantire la pace è il supercomputer Vulcano 3, lucido, imperturbabile e sempre razionale nelle sue decisioni. Non tutti però amano questa dittatura tecnologica né vogliono affidare il proprio destino alle intelligenze artificiali, in particolare i fanatici religiosi noti come i Guaritori. Presto si scatena il caos. La sorte del pianeta sembra essere nelle mani di due funzionari, ma anche l'onnipotente macchina ha i suoi piani per il futuro, piani che potrebbero non contemplare affatto la vita umana. "Vulcano 3" (1960) si inserisce in quella tradizione di fantascienza distopica e antitotalitaria aperta da "1984", sulla quale innesta elementi tipicamente dickiani, come la presenza minacciosa di una tecnologia malefica, il disvelamento progressivo di una realtà nascosta, la disgregazione del focus narrativo che impedisce un'interpretazione univoca dei fatti, e soprattutto il clima di paranoia e sospetto in cui viveva l'America del maccartismo.
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Leonardo da Vinci, negli anni a cavallo dell'inizio del XVI secolo, insegue un sogno: quello di realizzare la prima macchina volante. Il suo fidato assistente, Salaì, bello e scapestrato e l'amico e brillante matematico frate Luca Pacioli, sono convinti che si tratti di una pazzia: anzi di una vera e propria utopia. Tra molti esperimenti e confrontandosi con le menti più brillanti dell'epoca, Leonardo da Vinci non riuscirà mai a realizzare il suo sogno, ma solo perché nella sua epoca, egli comprende che non esiste quell'energia così potente e necessaria per tenere in volo la sua macchina volante. Tuttavia raggiungerà una consapevolezza più grande ancora, che l'utopia non è ciò che è irrealizzabile, ma solo ciò che non è stato ancora realizzato e anche se non sarà lui a realizzare il suo sogno, con le future scoperte scientifiche altri arriveranno dove il suo grande genio ha fallito. Ed è per questo motivo che ogni scopo, ogni speranza e ogni ideale bisogna inseguirli sempre, instancabilmente, perché solo così vi può essere progresso per l'umanità.
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Già vent'anni fa, Rosalind Krauss aveva preso in esame la "condizione post-mediatica" e la necessità di "reinventare la fotografia" ogni volta che si materializza la sua obsolescenza. In ogni epoca si è sempre cercato di reinventare il medium, di spostare ulteriormente nuove questioni, di dare spazio ad altre potenzialità espressive e concettuali... Mauro Zanchi Le argomentazioni in questo libro sono un tentativo di ripensare i termini, i limiti e le logiche con cui produciamo o veicoliamo immagini e immagini fotografiche, tentando sconfinamenti o reinvenzioni attraverso diverse declinazioni. Forse è vero che nel tempo attuale sia più corretto parlare di immagini piuttosto che di fotografie, visto che il fotografico è stato inglobato nella complessa macchina combinatoria dell'iconosfera, tra la rete e gli smartphone, tra i social e qualcos'altro che ancora non conosciamo. Ci sono numerose declinazioni del termine "immagine", anche ibridazioni fra diversi tipi, utilizzi e direzioni diverse. E la fotografia veicola tutte queste tipologie di immagini senza essere ciò che esse rappresentano dentro il medium che le ha messe in visione.
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Satinover ci svela gli straordinari segreti del gioco della vita dove il leopardo si deve procurare le macchie e l'essere umano, usando la programmazione genetica quantica, può procurarsi miracoli. Grazie all'applicazione della fisica quantistica e della biologia molecolare nello studio del cervello è avvenuta una scoperta rivoluzionaria: il cervello umano ha sviluppato una struttura unica, capace di attingere alla "possibilità di scelta" caratteristica del livello subatomico, per poi concentrarla e amplificarne l'intensità sino a manifestarsi nella nostra esperienza quotidiana. Jeffrey Satinover ci invita a scoprire gli straordinari meccanismi sottili attraverso i quali il cervello umano diventa coautore nell'inarrestabile e stupefacente processo di creazione. Un'affascinante viaggio tra le più recenti e approfondite ricerche scientifiche sulle potenzialità del nostro cervello, che ci offre la consapevolezza della reale grandezza e potenzialità dell'essere umano. Un'opera corredata con esperienze di laboratorio e approfondite appendici tecniche, insieme a tante pagine esemplificative e divulgative rivolte ai meno esperti. A partire dalla sua comparsa, la meccanica quantistica ha dato origine a nuovi enigmi, ma è riuscita a risolverli, dimostrandosi la teoria più valida in tutta la storia della scienza. In tale contesto ha potuto provare che, a livello fondamentale, la materia non si comporta affatto come una macchina. Di conseguenza le stesse premesse meccanicistiche su cui la scienza ha costruito la sua ascesa potrebbero essere invalidate dalla scienza stessa. Alcune di queste vie d'uscita quantistiche si basano sui bizzarri fenomeni scoperti su scala subatomica e quantistica, per poi applicarli al contesto umano, viste le analogie possibili tra il libero arbitrio che noi uomini crediamo di possedere e la "libertà di scelta" apparente di un elettrone...
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