Dati: 250 p., brossura Tuzzi abbandona le vesti del giallista per una narrazione fuori dal genere, con una riflessione profonda su che cosa significhi vivere, su che cosa si è amato, su ciò che non ritornerà. Itaca è la giovinezza, appunto, che nessuno rivedrà più. «L’ho aperto per dargli un’occhiata. In breve, ci sono caduto dentro». - Corrado Augias, il Venerdì di Repubblica «Tuzzi scrive addirittura benissimo; offre molto e non concede quasi nulla». - Mario Baudino, La Stampa «Tuzzi si dimostra un maestro».
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